Gira e rigira da 30anni si parla sempre dello stesso: politica, calcio e pettegolezzo

17 Settembre 2005

Purtroppo è così: hai voglia di parlare di sviluppo, del lavoro industriale o della crisi economica, dei giovani disoccupati e dell’inflazione che ti rode l’anima e il corpo, ma qui è cambiato il linguaggio, ma la sostanza è rimasta la stessa. Ci siamo modernizzati, con cellulari e nuovi status simbol, ma provinciali eravamo e provinciali…restiamo. Di organizzazione del lavoro e servizi in grado di competere con il resto d’Italia, almeno da Roma a salire, neanche per il sogno. Trenta anni e forse anche qualcosina in più, si parlava di politica, per intenderci De Mita, Mancino, Gargani, Bianco, D’Ambrosio, Bianco, Mastella , Sena, etc, oggi idem. Lo stesso vale per il calcio Avellino: da Piazza D’Armi a Contrada Zoccolari sono cambiate le maglie, più stilizzate, ma il colore e il pensiero comune è sempre lo stesso. La palla è tonda., la Curva è Sud, ma la palla è meglio se infilata nella porta avversaria. Dalle piazze dei 119 comuni, alle contrade dei borghi antichi (una volta erano più rispettati), il pettegolume della vita paesana era più genuino, intriso di qualche valore dettato anche dalla povertà, ma comunque sempre valore. Oggi galleggiano i furbi e i mentecatti. Qualche cronista diventato più esperto e con i peli bianchi dimentica se stesso e inneggia alla modernità. Ieri come oggi è la stessa minestra. In attesa che qualcosa cambi ( più cronaca nera, aumento della microdelinquenza e più violenti a spasso), leggiamo un po’ di più, scorazzando tra sentieri alla ricerca della strada della verità per rafforzare l’immagine e il peso contrattuale. Si vive con il patema dei figli da sistemare , portafogli con qualche soldino in tasca ( con scoperto da pagare in banca), perversioni sessuali ben contenute, amicizie trasversali, moralismo da strapazzo e ricerca di nuovi stimoli quotidiani. La saggezza della gente delle zone interne è anche questa: facciamo tutto e il contrario di tutto. Tanti i peccatori, pochi gli innocenti, ma l’importante è che non si sappia in giro…


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