Giffoni-Irpinia, collaborazione per trasformare il territorio con la cultura

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Giffoni-Irpinia, collaborazione per trasformare il territorio con la cultura. L’occasione è rappresentata da un confronto promosso dal Comune di Castelfranci con cui Giffoni ha sottoscritto nei mesi scorsi un protocollo d’intesa. Ad organizzare la tavola rotonda l’assessore alla Cultura del Comune di Castelfranci, Gianni Boccella.

Erano presenti i sindaci di cinque Comuni appartenenti allo stesso sistema territoriale che si caratterizza per una forte omogeneità dal punto di vista economico, sociale e produttivo. Hanno, infatti, partecipato alla tavola rotonda il primo cittadino di Castelfranci, Generoso Cresta, il sindaco di Taurasi, Antonio Tranfaglia, quello di Montemarano, Beniamino Palmieri, il sindaco di Torella dei Lombardi, Amado Delli Gatti, il primo cittadino di Paternopoli, Salvatore Cogliano. I cinque sindaci hanno incontrato il fondatore di Giffoni, Claudio Gubitosi. E’ intervenuto per il team di Giffoni, Davide Russo, responsabile delle relazioni istituzionali.

“La cultura come volano di sviluppo del territorio”, la traccia del confronto. Sul tappeto le prospettive di sviluppo turistico di un’area che conta numerose eccellenze, da quelle vitivinicole a quelle ambientali e paesaggistiche, senza dimenticare le unicità legate alle tradizioni, dal Carnevale fino alla tarantella, testimonianze culturali che fanno di questo pezzo di territorio irpino un importante giacimento antropologico. Esiste il fenomeno dello spopolamento da contrastare e che rappresenta per i sindaci la vera questione su cui provare ad intervenire implementando programmi, piani e progetti che possano rendere i territori più attrattivi e più competitivi. Inoltre, la partita dei servizi ai cittadini che possono elevare la qualità di vita sia per chi questi luoghi li abita sia chi decide di venirli a visitare. E le ragioni per farlo non mancano, da una rete di cantine diffusa sul territorio ad un sistema di eventi culturali che si snodano nel corso dell’anno e che sono legati alla promozione delle tradizioni e delle eccellenze dell’agroalimentare. Cosa manca per il salto di qualità? Ha provato a dare una risposta il fondatore di Giffoni che ha chiuso i lavori: “Qui – ha detto – non siamo per insegnare, ma per confrontarci. Sono orgoglioso di voi, della passione con cui affrontate il vostro mandato di sindaci, per la lucidità e la profondità della vostra analisi. Non avete taciuto le difficoltà che registrate giorno dopo giorno, ma non ho sentito parole di resa nei vostri interventi. L’Irpinia è una terra straordinaria, ricca di competenze e di professionalità”.

Anche Giffoni, 53 anni fa, presentava le stesse difficoltà, quelle di un piccolo centro dell’entroterra della provincia di Salerno, di difficile raggiungimento e dalla condizione socio-economica non certo espansiva. Un’idea, una visione, la caparbietà di portarle avanti hanno fatto la differenza. E oggi Giffoni è un moltiplicatore di ricchezza. Come sottolineato nel suo intervento da Davide Russo che ha fornito i numeri del caso Giffoni per restituire l’idea di come la cultura possa davvero rappresentare il motore del cambiamento. “Per ogni euro investito su Giffoni – ha detto – ne restituiamo al territorio 2.8. Senza contare il valore economico che arriva dal flusso continuo ed incessante di comunicazione che Giffoni alimenta. A questo si aggiungano i 53 milioni di euro arrivati in questi ultimi decenni per la realizzazione delle opere infrastrutturali che appartengono al patrimonio del Comune di Giffoni Valle Piana”.

La chiave di volta è nell’affidarsi ai giovani. Lo dice con determinazione Claudio Gubitosi: “Noi abbiamo puntato sul cinema – ha spiegato – perché era lo strumento che allora ci consentiva di avere uno sguardo sul mondo. Ma un bene culturale sono anche questi stupendi vigneti che ho incontrato arrivando qui. Bisosgna credere in ciò che si fa. Io credo moltissimo in ciò che faccio ogni giorno. Bisogna saper leggere il territorio. E certe volte distruggere quello che si è già fatto per ripartire da capo e ricostruire. Bisogna fidarsi di se stessi ma affidarsi soprattutto ai giovani. Servono piani di marketing. Sono necessari processi creativi. Affidate tutto ai ragazzi. E’ l’antidoto per tenerli legati ai loro territori, alla loro terra di origine. I giovani sono molto più avanti di noi. Hanno strumenti, competenze, sensibilità per mettere in moto processi di cambiamento. Giffoni è con voi. Giffoni è a vostra disposizione per sostenervi lungo questo percorso. Ma sappiate che il tempo è necessario perché questi processi per realizzarsi non possono avvenire dall’oggi al domani. Vedo potenzialità enormi e grandi possibilità di successo”.