FOTO / Violenza domestica e separazioni confittuali, casi in crescita anche ad Avellino: ecco come tutelare i minori

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Separazioni conflittuali o casi di maltrattamenti legati alla violenza domestica. Anche sotto questo punto di vista, Avellino purtroppo non è più un’isola felice. Le difficoltà familiari crescono sempre più e chi ci finisce di mezzo, putroppo, è il minore, figli di coppie che “scoppiano” in tutti i sensi, figli ancora troppo piccoli, vittime innocenti di situazioni spesso al limite.

Per loro, per garantirgli una crescita che sia la meno traumatica possibile, per assicurare una continuità di rapporto con entrambi i genitori, anche se questo rapporto non dovesse esistere più, cessare all’improvviso, è nato “Spazio Neutro”, grazie al progetto “Nuvoletta”, finanziato dalla Fondazione Banco di Napoli.

Un progetto messo su da Demetra, cooperativa sociale, e La casa sulla Roccia, con l’obiettivo di arricchire il territorio con servizi altamente specializzati a favore delle famiglie e dei minori che si trovano a vivere situazioni di criticità.

“Spazio Neutro”, in particolare, è stato ubicato presso “Socialab” che si trova in rione Ferrovia ad Avellino. E’ un luogo designato principalmente ad effettuare l’incontro protetto di un minore con la propria famiglia di origine o con uno dei suoi genitori, a seguito di opportuni provvedimenti di tutela, emanati dall’Autorità Giudiziaria (ad esempio allontanamento del minore, sospensione della responsabilità genitoriale, situazioni di separazione fortemente conflittuali).

E’ un servizio specialistico già accreditato dal Piano di Zona Ambito A4 ed è garantito da un’équipe multidisciplinare con l’utilizzo di uno spazio adeguato ed attrezzato per accogliere il minore con la propria famiglia di origine, garantendone la privacy e il benessere. Le figure specializzate sono la psicologa Luigia Gigante, l’educatrice Donatella Pasquale e la psicoterapeuta Maria Cira Calabrese, responsabile del servizio.

“Questo progetto – spiega Calabrese – nasce da una verifica dei bisogni del territorio, dei servizi mancanti ed occorrenti”.

Come funziona, in concreto, lo spiega Luigia Gigante. “Tutto parte dal servizio territoriale che ci invia l’utenza. In Socialab, c’è uno spazio neutro adibito ad incontri protetti per garantire la continuità relazionale del bambino con uno dei genitori o con delle persone affettivamente significative per lui”.

L’ambiente è attrezzato con apparecchiature di audio e video registrazioni. Una stanza è destinata all’incontro con i minori, allestita con una zona ludica e dotata di uno specchio unidirezionale mentre altre due stanze sono destinate ai colloqui ed alla cabina di regia, dalla quale gli esperti potranno effettuare le osservazioni e le dinamiche dell’incontro.

Per tutta la durata del progetto, il servizio è offerto gratuitamente per supportare il minore nella ricostruzione e nel mantenimento della relazione con il genitore non affidatario, nel caso di separazioni conflittuali; sostenere il minore nella ricostruzione del legame con uno o con entrambi i genitori e/o altre persone affettivamente significative (nonni, fratelli ecc) in seguito ad allontanamenti disposti dall’Autorità Giudiziaria; fornire sostegno al genitore in difficoltà nel riavvicinamento e nella ricostruzione della relazione con il figlio.

“In un momento storico come questo, così difficile, c’è un grande bisogno di welfare e servizi sociali”, riprende la parola Calabrese. “Ci sono molte separazioni conflittuali anche in provincia di Avellino o comunque ipotesi di maltrattamento legati alla violenza domestca. In tutti questi casi, la tutela dei minori è di fondamentale importanza”.