FOTO E VIDEO / Stellantis, motori diesel di ultima generazione: sarà Pratola Serra la “capitale” europea

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Stellantis, i motori diesel di nuova omologazione per i veicoli commerciali saranno prodotti soltanto a Pratola Serra. La fabbrica irpina sarà l’unica a fornire il B2.2, motore propulsore Euro 7, all’intero gruppo nato dalla fusione tra Fca e Peugeot. Da Pratola Serra, insommma, motori diesel “puliti” a tutto il vecchio continente, visto che Stellantis, per i propulsori destinati ai veicoli commerciali leggeri, è centrale a livello europeo.

L’annuncio ufficiale, dopo le indiscrezioni di fine anno, è stato dato da Carlo Tavares, l’amministratore delegato di Stellantis, durante l’incontro avuto in fabbrica, questa mattina, con i lavoratori della ex Fma di Pratola. Il manager, accompagnato dal suo staff, dopo aver visitato ieri lo stabilimento di Termoli, in provincia di Campobasso ed aver dormito stanotte in un noto albergo alle porte di Avellino, alle 7.30 in punto era nell’azienda, dove si è trattenuto fino alle 15 circa.

Per 30 minuti, appena arrivato, Tavares ha incontrato il direttore della fabbrica irpina: un briefing operativo che è servito a fare il punto della situazione. Poi, la visita “palmo a palmo” della Stellantis di Pratola. Verso le 12.30, il manager ha incontrato tutti i rappresentanti sindacali.

“La visita di Tavares conferma la centralità dello stabilimento irpino nel futuro di Stellantis – commenta Franco Mosca della Fismic, presente al briefing -. L’amministratore delegato – prosegue – si è dimostrato una persona affabile, desideroso di confrontarsi con tutti, incuriosito e loquace. Ha risposto a tutte le nostre domande, ci ha fugato tantissimi dubbi”.

“Se con i nuovi motori diesel saremo tranquilli almeno per i prossimo 10 anni – dice ancora Mosca – abbiamo chiesto cosa succederà in futuro. Tavares ci ha confermato che, ovviamente, Stellantis è pronto a puntare anche sulle nuove tecnologie. Ma nel medio termine, l’azienda vuole essere leader nella produzione dei motori diesel per veicoli commerciali”.

Pratola Serra sembra essere pronta alla sfida del futuro. La produzione partirà nel 2024. “La visita storica di Tavares in Irpinia – dichiara un soddisfatto Zaolino – azzera tutti i dubbi e le perplessità di qualcuno sul futuro, confermando il piano di rilancio e di sviluppo”.

“Utilizzando la “metafora del treno per rispondere a chi ha sempre messo in dubbio la possibilità di uscire dalla crisi, dico che nella vita e nella rappresentanza ci sono quelli come noi della Fismic , a tutti i livelli dalla fabbrica al Nazionale, che decidono di “essere locomotiva”, assumendosi responsabilità, disagi e impegno per alimentare la speranza e c’ è chi sceglie di farsi trasportare “nei vagoni comodamente”, risultando però “inconcludenti e inutili”.

“La scelta dell’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, di proseguire le visite delle fabbriche italiane con quella di Pratola Serra ci rende felici poiché avviene a valle di una azione di rilancio dello stabilimento. Quello che preoccupa invece è la assurda latitanza del Governo, che appare indifferente se non addirittura ostile al destino del comparto dell’auto”.

Lo affermano Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, e Gaetano Altieri, segretario della Uilm di Avellino. “La fabbrica di Pratola Serra – spiegano Ficco e Altieri – qualche anno fa era afflitta da una crisi violenta, per scongiurare la quale abbiamo a lungo lottato e siglato accordi anche sofferti, ma le allocazioni produttive di Fca prima e di Stellantis poi hanno restituito preziosi carichi di lavoro. Si producono e si produrranno nella fabbrica irpina i motori diesel per una crescente gamma di veicoli commerciali”.

“A Stellantis stiamo comunque già ponendo la questione del futuro di lungo termine, che per tutte le fabbriche della meccanica si porra’ nei prossimi anni per via della elettrificazione. Il segmento dei veicoli commerciali sara’ l’ultimo ad abbandonare il motore diesel, ma anche per loro la normativa europea imporrà la elettrificazione. Dobbiamo porci sin d’ora il problema di soluzioni produttive e occupazionali efficaci per riuscire ad affrontare le sfide in tempo utile”.

“Sarà decisivo per il destino dell’industria dell’auto l’atteggiamento del Governo italiano, che incredibilmente non sta muovendo un dito per sostenere la transizione energetica. Eppure le altre potenze industriali, a partire da Francia e Germania, si sono da tempo attivate per supportare la transizione energetica”.