FOTO / L’antica tradizione dei pellegrinaggi a Montevergine patrimonio dell’Unesco: l’idea del Parco del Partenio

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L’antica tradizione dei pellegrinaggi a Montevergine patrimonio dell’Unesco: l’idea del Parco del Partenio lanciata dal presidente Franco Iovino ai sindaci della zona e all’Abate Guariglia nel corso della presentazione del libro “Storia, miti e leggende dei luoghi sulla via di Montevergine” di Luigi Iozzoli, operatore naturalistico e culturale del Club Alpino Italiano. La presentazione del volume, edito da “Il Quaderno Edizioni”, rientra nell’ambito delle iniziative volute dall’ente regionale per celebrare i 20 anni del Parco.

“Il nostro obiettivo – afferma Iovino – è quello di tutelare questo immenso patrimonio naturalistico che abbiamo ma anche di valorizzarlo. Vogliamo creare il Parco delle opportunità, coniugando al rispetto della natura le opportunità di sviluppo”.

Il testo è un viaggio alla riscoperta di alcuni luoghi descritti nel passato oggi perduti, nascosti o ignorati. Secondo Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, “il Parco del Partenio – grazie anche al libro – ha saputo promuovere un’azione di conoscenza e coscienza che dovrebbe essere presa ovunque ad esempio”.

“Montevergine – ha detto ancora De Luca – è storia, la nostra storia; Montevergine è spiritualità, è ambiente, unicità enogastronomiche, tradizioni che si perdono nella notte dei tempi”.

Iozzoli, nel descrivere i luoghi ed i motivi della ricerca, tra le altre cose dice: “Il modo più affascinante per raggiungere il Santuario è certo quello di raggiungerlo a piedi, percorrendo le antiche mulattiere che si dipanano tra i boschi di castagni e faggi. Erano tre i sentieri che rappresentevano in passato l’unico modo possibile per raggiungere il Santuario e per approvvigionarlo dei beni necessari”.

Il lavoro dell’operatore naturalistico, nonché componente del Comitato Tecnico Scientifico del Parco del Partenio, parte dalla stampa tratta da un testo redatto dall’abate Giovanni Giacomo Giordano nel 1649.

“I testi antichi (fino ai primi del ‘900) erano ricchi di descrizioni del pellegrinaggio e dei luoghi dove esso avveniva e si sono rivelate fonti interessantissime di fatti, miti e rituali devozionali”.