Formazione professionale: tra Gabrieli e Bobba… posizioni lontane

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Avellino – Una giornata intensa per le Acli. E’ cominciata con ‘L’agricoltura ieri, oggi e domani’ per continuare, nel pomeriggio, con “Un’agenda del lavoro per l’Irpinia”. Al summit hanno preso parte Luigi Bobba, Presidente Nazionale Acli, Franco Lo Conte, Enrico Ferrara, Segretario Provinciale Cisl, Antonio Festa, Segretario Provinciale Uil, Silvio Sarno, Presidente Unione Industriali, Pietro Foglia, presidente Asi, Gabrieli, assessore regionale al Lavoro, Ruggiero Cutillo, esponente sindacale. A moderare gli interventi il giornalista Antonio Porcelli. Ed è stato proprio Cutillo a dare avvio ai lavori. “In Italia oltre 500mila lavoratori vivono il dramma della mobilità o cassa integrazione. Per creare possibilità di sviluppo in Campania bisogna uscire dall’imprenditoria esogena e puntare maggiormente sulle potenzialità dei nostri ‘cervelli’. La chiave di sviluppo per tutto ciò sono i distretti industriali”. Altrettanto pregnante il concetto espresso da Tonino Festa che punta sulla necessità di una coalizione. Un patto tra le forze sociali per uscire da una crisi che solo poche aziende riescono a gestire. Non sulla crisi ma sulle potenzialità nascoste fa perno, invece, l’intervento di Silvio Sarno: “Spesse volte si sottovaluta la capacità delle piccole imprese in materia economica. Probabilmente basterebbe puntare sul sistema delle piccole imprese per ricercare soluzioni consone ai problemi dei cittadini”. Il testimone viene poi passato a Gabrieli, assessore regionale al Lavoro, che sottolinea l’importanza dei corsi di formazione, strumenti di crescita importanti anche se sottovalutati. E lo dimostra il fatto che “…il lavoro viene approcciato dalle giovani generazioni in tempi sempre più lunghi”. Da qui un fuori programma: a diventare prepotentemente argomento di discussione è la scuola, o meglio la formazione. Una dichiarazione, quella di Gabrieli, che non a tutti piace: “Nel caso in cui dovesse essere approvata la legge Moratti, la Regione ha già in serbo un documento, una sorta di promessa di disobbedienza per impedirne l’applicazione”. Ma la presa di posizione sembra non essere stata di gradimento al presidente Bobba: “Se la Regione, piuttosto che intavolare trattative decide di disobbedire, il risultato non sarà edificante: la formazione, seppur minima, sarà ulteriormente depotenziata”. E proprio la questione formazione diventa il fulcro del dibattito. Ad affondare la lama Errico Ferrara: “In Campania la formazione professionale è sempre stata un carrozzone politico”. E sono i dati a parlare: nel ’97 sono stati stanziati 2 miliardi delle vecchie lire per la formazione turistica e nel 2003 si è assistito ad un calo del turismo impressionante. “Non ci sono strategie per lo sviluppo. A questo punto meglio non puntare sulle grandi imprese ma trovare una soluzione alle piccole crisi”. Ma le difficoltà hanno radici che vanno ricercate altrove, in un Mezzogiorno abbandonato dalla politica. E’ su questo che si concentra l’intervento di Foglia: “Assistiamo ad un cambio di mentalità che stasera non ho riscontrato. Non possiamo pensare che le responsabilità siano sempre in testa agli altri. Se qualcosa non ha funzionato è perchè nessuna impostazione politica ha mai pensato al Mezzogiorno”.

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