Fondi Ue, Foglia: “Puntare ora su opere cantierabili e realizzabili”

0
2

Di seguito l’intervento in Aula in Regione del consigliere Pietro Foglia (UDC) per il dibattito su Programmazione e Fondi Europei:

“Rivolgo al presidente Caldoro alcune sollecitazioni. Mi sembra doveroso da parte di una forza politica che siede nella maggioranza qui in consiglio, si apprezzare i numeri ma bisognerebbe che la Giunta desse delle risposte che non sono più dilazionabili considerata l’emergenza sociale.

Certo i rapporti Svimez, Bankitalia, Istat, consegnano alla Regione Campania un triste primato. Di una crisi che invece di essere congiunturale corre il rischio di diventare strutturale, per quei fenomeni che si stanno innescando, come la fuga dei cervelli, l’abbandono degli studenti universitari, la denatalità.

Sottolineo che la situazione di difficoltà in cui ci troviamo sento dire che è una situazione nazionale e del Mezzogiorno, ma nel nostro caso è ancora più grave a causa della mancanza di risorse provenienti dai finanziamenti pubblici e dal taglio dei fondi Fas.

Dunque sarebbe necessaria, accanto all’opera di risanamento, una responsabilità attiva della Regione non come entità della spesa, bensì come capacità di delineare e perseguire una strategia che ci porti fuori da questa crisi. Se noi facciamo riferimento alla spesa pregressa, fino al 2006, così come dice l’economista Nicola Rossi, si è trattato dell’esperienza più fallimentare della storia del Mezzogiorno essendo stata spesa una cifra esagerata senza aver ricevuto ricadute economiche né benefici.

Occorre che la spesa sia finalizzata allo sviluppo e alla ricaduta economica. Ma ciò nonostante, i tempi e la crisi che viviamo, ci dettano una scaletta. Dobbiamo attivare processi che abbiano ricadute in tempi brevi. Le amministrazioni debbono avere questa sensibilità:cogliere le difficoltà del momento e fornire risposte che ci tirino fuori da questo stato.

Progetti e grandi progetti purché siano cantierabili e producano effetti immediati, sia nella realizzazione che nell’attrattività degli investimenti.

L’economia della Campania era retta dal settore industriale, manifatturiero. E questo settore sta crollando. Se noi non riusciamo a cogliere, a parte le grandi crisi dell’Irisbus, la problematica della Fincantieri, i problemi della Fiat che non sappiamo quali sviluppi porta con sé, abbiamo una miriade di industrie che sono prive di specializzazioni produttive e noi abbiamo le risorse per innalzare il livello tecnologico. Nella scorsa consiliatura eera stato individuato attraverso il Paser incentivi ricolti a settori dello sviluppo, attraverso il contratto di programma. Peccato che nel 2008 in occasione delle elezioni politiche fu preannunciato questo contratto che non è partito pur essendoci le risorse. I progetti sono stati presentati, esaminati, approvati, fino al 2009 quando ci sono state nuove elezioni, Europee e poi?

Ho letto che l’assessore alle attività produttive ha annunciato che nel 2013 saranno definiti i Contratti di programma, cioè in prossimità delle elezioni o le avremo appena fatte. Speriamo che non slitteremo fino al 2014 perché altrimenti si ripeterà lo stesso scenario.

Vorrei sapere quali sono i motivi che fermano la erogazione di quanto contratto con le aziende affinché questi contratti di programma non vadano in porto, visto che le risorse sono disponibili.

I grandi progetti avranno la loro ricaduta da qui a 10 anni, quando rischiamo di avere la desertificazione, da tutti i punti di vista.

Utilizziamo quei 6 miliardi e subito perché i cittadini, i giovani, le famiglie della Campania, non possono più aspettare. Noi dobbiamo occuparci di queste problematiche.

Se due anni fa noi avessimo fatto il grande progetto della bonifica montana oggi poteva esserci una ricaduta in termini economici e occupazionali. Se ci fossimo occupati dei litorali napoletano e casertano avremmo reso un servizio sociale e avremmo ricevuto una risposta economica. Dobbiamo avere idee chiare e strutture snelle.

Anche il piano di coesione, affronta il problema sociale ma non si trasforma in un progetto di investimento, anzi sottrae risorse ordinarie.

La speranza è che da subito si dia il via ad opere che rendano competitivi e attrattivi i nostri territori, privilegiando non gli studi professionali ma attrezzandoci noi ad essere pronti con questi progetti, potremo in breve termine dare una risposta alla crisi che sta uccidendo questa Regione”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here