Ergastolo della patente: “non sufficiente a fermare le stragi stradali”

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Ergastolo della patente, le associazioni di familiari delle vittime della strada: «Ottimo il provvedimento del ministro Salvini, ma la mattanza si ferma solo aumentando i controlli e abolendo il patteggiamento e il rito abbreviato».

«Apprezziamo molto ciò che il ministro Salvini sta facendo per la sicurezza stradale, l’ergastolo della patente a trent’anni è un buon provvedimento, ma non è sufficiente a fermare le stragi stradali. Bisogna, innanzitutto, conoscere bene le problematiche di un territorio se si vogliono limitare gli incidenti e abolire il patteggiamento e il rito abbreviato. Urgono, inoltre, controlli seri per far rispettare le regole. Sui territori, purtroppo, le Istituzioni latitano. Per questo chiediamo, come associazione, un incontro con i ministri Salvini e Piantedosi».

Sono le parole di Alberto Pallotti, presidente dell’Associazione Unitaria Familiari e Vittime della Strada Odv e dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Odv, e di Elena Ronzullo, presidente dell’Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada Odv, che hanno voluto fare delle precisazioni sul nuovo provvedimento voluto da Salvini.

“L’ergastolo della patente” è stato inserito nel Codice della Strada e aggrava le sanzioni quando si commettono incidenti in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. La denominazione si riferisce al fatto che è previsto il ritiro del documento a vita in caso di infrazioni gravi. L’obiettivo è fermare le stragi di giovani sulle strade italiane.

«Noi sappiamo bene che l’ergastolo della patente a trent’anni è un provvedimento positivo – ha dichiarato Biagio Ciaramella, vicepresidente dell’Associazione Unitaria Familiari e Vittime della Strada Odv e dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Odv – ma ci rivolgiamo ugualmente al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedergli di incontrare le nostre associazioni. Noi viviamo il territorio e conosciamo bene tutti i suoi problemi. Ci sono paesi nell’hinterland di Napoli dove i giovani non usano il casco, nessuno controlla, noi invece chiediamo che siano aumentati e vogliamo collaborare».

Intanto nuove tragedia si consumano in questi giorni: un incidente che ha visto coinvolte 5 auto ed un bus con 38 passeggeri sulla A16 Napoli-Canosa che ha causato un morto e 24 feriti e giusto 10 giorni fa la morte di tre centauri di Ariano Irpino falciati sulla Statale 90 della Puglie a pochi km da Foggia.

«Questa mattanza deve finire, le strade sembrano dei colabrodo, gli enti locali sono immobili», ha proseguito Ciaramella, «vorremmo maggiori controlli sui territori senza dover prima aspettare la tragedia, diciamo no al patteggiamento e agli sconti di pena. Chiediamo di incontrare i ministri per stringere un accordo con le associazioni, in Italia le stragi aumentano e c’è bisogno di pene severe per chi ammazza sulle strade, c’è bisogno di prevenzione, manutenzione e nessuno sconto di pena, perché se ci sono le prove gli assassini devono andare in galera. La nostra esperienza vorremmo condividerla con i ministri, perché vivere il territorio equivale ad avere un quadro completo delle drammatiche situazioni delle strade italiane».