Enzo De Luca – Pd: “Occorre una rivoluzione democratica”

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(di Tiziano Tedeschi) – Una rivoluzione democratica con il Partito democratico rappresentato dal sole nascente della politica che fa partecipare tutti al processo di innovazione affinché domani nessuno possa più lamentarsi. Dobbiamo aprire porte e finestre – come affermò Aldo Moro – ed io aggiungo anche i muri per ricostruire la casa comune e sollecitare l’informazione per far conoscere che la possibilità del cambiamento esiste e che deve coinvolgere chiunque abbia voglia di sentirsi partecipe. Ecco l’idea del Pd che l’assessore regionale della Margherita, Vincenzo De Luca, intende consegnare alla pubblica opinione. “Occorre recuperare il rapporto della rappresentanza legato al territorio per realizzare un Partito democratico federalista, cioè incardinato in modo stringente con il territorio – afferma De Luca – laddove il partito sia l’anello di trasmissione tra il cittadino e le istituzioni e l’aggettivo democratico non abbia nulla a che vedere con quello che hanno fatto i democratici alle ultime politiche. Il fatto è che due partiti hanno deciso di sciogliersi, hanno celebrato i rispettivi congressi, uno a Firenze e l’altro a Roma, per aprirsi alla fase costituente e sarebbe bastato rispettare la volontà espressa in quella sede per stabilire la convenzione normativa da adottare per affrontare la costituente fase del Partito democratico – ha osservato l’assessore – prendere, al contrario, 45 persone e lasciarne fuori 145 mi è sembrato in contrasto con la filosofia che ci siamo dati. In realtà abbiamo fatto un atto di generosità, ma poi abbiamo avuto paura e ci siamo un po’ fermati”.

Assessore, in Regione si annunciano dimissioni e ricollocazioni, sarà un autunno caldo?

Il presidente ha fatto un ragionamento in generale e sarebbe in errore chi immaginasse che quella riflessione possa significare incidere sull’esecutivo. Poi, nel merito, non sono io quello che decide, quindi non posso rispondere.

Intanto la legislatura è al giro di boa, come giudica l’attività svolta finora?

Abbiamo fatto tantissimo, anche se si potrebbe fare di più; dopo circa due anni abbiamo messo mano allo statuto e per la seconda volta arriveremo all’approvazione tempestiva del dpef anche grazie a Valiante e all’ex assessore al bilancio Anzalone. Importante il risultato conseguito sulle leggi strutturali, come quella relativa al patto di affiancamento sulla salute. E’ di oggi la notizia che il governo ha proceduto alla integrazione dell’attività con circa un miliardo alla Regione Campania. Abbiamo approvato il piano ospedaliero regionale, che segue quello sanitario e dopo oltre venti anni di attesa abbiamo la legge sulle cave e quella sugli appalti pubblici, che rappresenta l’esempio unico tra tutte le regioni italiane. A dispetto della cattiva informazione siamo intervenuti anche sulla delicata questione dei rifiuti.

La Regione è finita nel mirino per la gestione della emergenza…

Su questo giudizio non sono d’accordo; Bertolaso, subito dopo la sua nomina, aveva fatto una dichiarazione che avrebbe risolto tutto in dieci giorni, senza avere consapevolezza di quello che c’era in giro. Il servizio è legato ad una condizione di civiltà, alla responsabilità delle istituzioni che gestiscono e al fatto che nei decenni trascorsi il meccanismo è stato gestito dalla criminalità organizzata. Sono convinto che l’utilizzo dei siti destinati a cave abbandonate o dismesse può aiutare a risolvere il problema, potrebbero ospitare le ecoballe, perché quelle aree devono essere risanate e l’operazione potrebbe essere affidata agli imprenditori attraverso gli appositi incentivi previsti. Ma è un fatto di responsabilità: a Vienna ho notato che sono funzionanti tre termovalorizzatori.

Allora è d’accordo con il termovalorizzatore in Irpinia? Sono per ragionare sul piano integrato generale, poi sono favorevole verso qualsiasi proposta che migliora il servizio, ma preferisco ragionare solo sulla proposta.

Secondo lei una norma può evitare le morti bianche?

Certamente no, perché la legge è una convenzione decisa dall’uomo e da sola non è sufficiente se la società non fa i controlli e non si attiva per gli atavici ritardi della pubblica amministrazione. E’ un fatto di civiltà: proprio oggi abbiamo approvato la delibera sulla sicurezza stradale, ma è chiaro che non si può prevedere ogni cosa. Vi immaginate cosa succede se un demente con 40 gradi getta la sigaretta fuori dal finestrino dell’automobile? Un disastro e la colpa non è certo dell’assessore. Occorrono le leggi di crescita civile.

E’ sempre acceso il dibattito sui piccoli comuni, sulle zone interne svantaggiate e il napolicentrismo….

Per me non ha senso parlare in termini di scontro o di confronto tra la zona interna e quella metropolitana, perché la prima è la polpa e la seconda rappresenta ormai l’osso. Occorre affrontare la sfida globale facendo massa critica di risorse e di norme perché abbiamo 100 miliardi di euro in tutto il mezzogiorno, di cui 15 in Campania, che potrebbero capovolgere la tendenza e far diventare le nostre zone la locomotiva del mediterraneo. Sugli impianti sportivi la Campania è presa a modello, tanto vero che il ministro Melandri si è dichiarata disponibile per far diventare il nostro grande progetto volano per tutto il paese: è stato sottoscritta intesa tra la Regione, il credito sportivo nazionale e il Coni.

L’appuntamento più importante è sulla programmazione 2007/2013, che riguarda anche l’attività di gestione e di filtro degli enti intermedi, come le Comunità Montane: secondo lei quale ruolo potranno svolgere? C’è stata qualche polemica anche nella Margherita…

Su questa vicenda io credo che si debba mettere al centro dell’attenzione la logica del trasferimento dei poteri. Nella nuova programmazione degli enti locali, personalmente ed in accordo con il gruppo della Margherita e di tutta la commissione istituzionale, abbiamo preteso che insieme ai parchi venissero aggiunte anche le Comunità Montane. Non intendo fare polemiche rispetto a certe dichiarazioni, voglio soltanto dire che al momento dell’approvazione della delibera relativa alla proposta di riordino, ho fatto aggiungere “con modifica”, ma la proposta di modifica ad integrazione di quell’atto finora non è arrivata. Non credo che debba essere l’assessore De Luca a farlo.

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