Diplomi facili: filone d’indagine sull’asse Sondrio-Avellino

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di Andrea Fantucchio 

Diplomi facili fra Sondrio, Avellino, Napoli e Roma. Chiusa l’inchiesta della guardia di finanza della città milanese. Istituti paritari perquisiti fra Pietradefusi, Roma, Pomigliano D’arco, Saviano e Casalnuovo di Napoli. Un quadro impietoso quelle emerge dalle carte dell’indagine.

Esami concordati in anticipo per prezzi che oscillavano fra i settemila e gli ottomila euro. Oltre centocinquanta gli studenti ascoltati dalla guardia di finanza, coordinata dal pm Elvira Antonelli.

I testimoni hanno “confessato” di aver pagato per assicurarsi il superamento degli esami. Non solo la maturità, ma anche esami facilitati per chi voleva recuperare anni persi.

Le fiamme gialle hanno effettuato perquisizioni in Campania, in Sicilia e nel Lazio. Oltre cento gli studenti ascoltati che, con non poco imbarazzo, hanno confessato di aver ricorso a degli aiuti pur di diplomarsi. E ora l’indagine è stata chiusa e c’è chi rischia il processo.

Le scuole – secondo quanto accertato dai militari, guidati dal tenente colonnello Luca Elidoro – si occupavano anche del cambio di residenza dei candidati. La legge vieta infatti di diplomarsi in una provincia diversa da quella in cui si risiede.

Un’inchiesta che – per quanto emerso – ricorda l’indagine appena chiusa in Irpinia dal procuratore capo, Rosario Cantelmo, e dal sostituto, Antonella Salvatore. Lì sono trentuno gli indagati che rischiano il processo.

Un ragazzo, interrogato dagli investigatori, spiega: “Mi hanno detto che avrei dovuto frequentare quella scuola (di Sondrio) dal lunedì al giovedì, dalle 9 alle 12, per tre anni. A termine, del terzo anno, per poter conseguire il diploma, sarei dovuto andare a sostenere l’esame di maturità presso un istituto tecnico paritario di Pietradefusi”

E di Avellino parla anche un secondo testimone. Racconta come in Irpinia: “I professori ci indirizzavano facendoci capire in sostanza cosa studiare, le verifiche vertevano sulle materie studiate durante l’anno e consistevano nel ricopiare su un foglio in bella il contenuto della brutta fornita dalla scuola stessa”.

Le ipotesi di reato vanno dalla truffa ai danni dello Stato al falso in atto commesso da pubblici ufficiali. Questa inchiesta ha preso spunto da un Servizio di Striscia la Notizia. Una telecamera nascosta ha ripreso una ragazza, complice del tg satirico, che si faceva spiegare come, pagando 7200 euro, era possibile garantirsi il superamento degli esami. Era sufficiente andare da tre a quattro volte in un anno ad Avellino per prepararsi.

Ora gli indagati, difesi fra gli altri dagli avvocati Raffaele Bizzarro, Danilo Iacobacci, Annibale Schettino e Vincenzo Todesca, avranno venti giorni per chiedere di essere ascoltati dai magistrati.