“DinoPark” ad Avellino sulla Variante, si può fare. “Nessuna modifica al Puc, sorgerà su un’area a destinazione turistico-ricettiva”

“DinoPark” ad Avellino sulla Variante, si può fare. “Nessuna modifica al Puc, sorgerà su un’area a destinazione turistico-ricettiva”

9 Aprile 2021

Alfredo Picariello – Avellino terra di dinosauri, si può fare. Il parco più grande d’Europa a tema, annunciato nel giorno di Pasquetta con una diretta social dal sindaco Gianluca Festa, dovrebbe sorgere nella zona Sud della città, lungo la Variante, nei pressi dei vecchi stabilimenti dismessi dei fratelli Caso, un’area di circa 100mila metri quadrati. La proposta di realizzare sul proprio suolo agricolo un parco naturalistico sul tema della preistoria, a quanto pare, è stata avanzata da un’azienda agricola e agrituristica di contrada Chiaira a conduzione familiare.

Le potenzialità dell’area sono state valutate positivamente da imprenditori della Repubblica Ceca. Il brand “DinoPark” annovera nove parchi di divertimento che in Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna e Russia, garantiscono un milione di visitatori l’anno. “Terreno privato, il Comune promuove con orgoglio il progetto ma a costo zero”, precisa il sindaco Festa.

Per costruire sul terreno agricolo, non bisogna modificare il Puc. Ce lo spiega Emma Buondonno, assessore all’Urbanistica del Comune di Avellino. “Dagli approfondimenti che ho potuto fare stamattina con l’Ufficio Tecnico – ci dice – è emerso che l’area in questione è soggetta a una destinazione turistico-ricettiva a seguito della presa d’atto di una sentenza del Tar di circa dieci anni fa e pertanto la proposta di un Dino Parco con caratteristiche naturalistiche di Bioparco sarebbe compatibile”.

Per la sua realizzazione, “saranno necessari i tempi per l’esame della proposta progettuale che, bisogna chiarire, non è stata ancora presentata”.

“Oggi – aggiunge l’assessore – disponiamo di tecniche costruttive e materiali biocompatibili che consentono la realizzazione di opere reversibili oltre che flessibili e pertanto saranno accolte proposte progettuali a Consumo di Suolo Zero”.

“Tutto – dice ancora Buondonno – dipenderà dalla qualità della proposta progettuale che, se costituirà l’occasione per progettare un paesaggio dall’altissimo valore naturalistico e botanico, allora potrebbe essere anche migliorativa. L’importante è rinaturalizzare quelle porzioni di territorio sulle quali progressivamente sono stati dismessi i regimi colturali.
Dobbiamo, tuttavia, sempre ricordare l’altissimo valore delle produzioni agrarie e vitivinicole della nostra provincia e quindi bisogna attuare politiche per incentivare le imprese del settore a non dismettere le attività agrozootecniche di pregio”.

L’assessore ricorda che “la città è dotata dello strumento di Governo del Territorio e questo stabilisce indicazioni da seguire ma che possono anche essere variate e le scelte operate in questo scorcio di amministrazione sono sempre state condivise”.

Da oltre un anno, l’assessore Buondonno e l’amministrazione Festa, stanno lavorando all’adeguamento del Piano Urbanistico Comunale. “Per quanto riguarda l’iter di adeguamento del Puc, è stato approvato in Giunta a fine dicembre il documento di indirizzi, si è appena conclusa una prima fase di raccolta di manifestazioni d’interesse e stiamo organizzando una seconda fase di ascolto delle rappresentanze degli Ordini Professionali e di portatori d’interessi. In sostanza siamo nella fase preliminare di adeguamento del Puc”.

All’assessore chediamo anche la questione dei famosi buchi neri di Corso Vittorio Emanuele. “Anche in questo caso, l’Ufficio Urbanistica sta elaborando il Piano Urbanistico Attuativo in coerenza con le previsioni deicomparti del Puc”.