De Luca: “In Campania pronti a somministrare 60mila dosi di vaccino al giorno”

De Luca: “In Campania pronti a somministrare 60mila dosi di vaccino al giorno”

9 Aprile 2021

“Abbiamo un obiettivo: completare l’immunizzazione della città di Napoli entro giugno o luglio. Così sarà la prima fra le grandi città d’Europa a poter dire che abbiamo immunizzato tutti”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nella diretta Facebook del venerdì.

Il governatore si è detto “convinto che raggiungeremo l’obiettivo di portare fuori dal calvario per fine estate o inizio autunno la Campania. Per farlo dobbiamo arrivare entro poco tempo a fare 60mila vaccinazioni al giorno”.

Ed ancora. “Sulle isole procederemo prima vaccinando gli ottantenni e poi tutti gli altri ma la necessità di anticipare è dovuta ai tempi del turismo perché le prenotazioni iniziano ora”.

“In queste ore – prosegue De Luca – si deciderà per l’ennesima volta il colore delle zone, rosse, arancioni o gialle, ma dobbiamo sapere che alcuni dei criteri scelti dal Comitato tecnico scientifico sono demenziali”. “I due elementi che misurano la gravità del contagio sono l’occupazione delle terapie intensive e il numero delle persone decedute per Covid. Rispetto a questi due parametri la Campania è all’avanguardia in Italia. Tuttavia c’è un altro parametro, l’Rt: stiamo parlando di demenzialità pura, si prenderanno decisioni sulla base di questi criteri demenziali”.

De Luca ha ricordato che in Campania “abbiamo un’occupazione delle terapie intensive al 26% mentre l’Emilia Romagna al 48%, il Friuli al 46%, il Lazio al 42%, la Lombardia al 60%, le Marche al 57%, il Piemonte al 59%. I posti di degenza ospedaliera occupati in Campania sono al 37%, in Emilia 49%, Friuli 47%, Lazio 50%, Lombardia 48%, Marche 56%, Piemonte 67%. E ci diranno che la Campania è in zona rossa”.

“Settimana prima o dopo usciremo anche dai colori. Ovviamente quando abbiamo queste classificazioni e poi la gente si arrabbia fa bene ad arrabbiarsi. Fa male a usare la violenza e fa bene ad arrabbiarsi. Se si chiude il barbiere, il ristorante è chiuso e tutta la città è a passeggio in giro è normale innervosirsi. Se si chiude, si chiude tutto e si controlla tutto. Ma se verifichi che Italia è abbandonata a se stessa è chiaro che poi la gente s’indigna. Mi pareva doveroso esprimere la solidarietà a quelli che vivono un sentimento di rabbia e di rivolta, non di violenza, ma quelli che verificano disparità e anomalie demenziali difficili da tollerare”.