D’Ercole si scontra con la sinistra a difesa della Riforma Gelmini

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Regione – “La verità è che la pagina triste per questo Paese e per la nostra democrazia, la stanno scrivendo l’opposizione e i suoi esponenti, istigando i giovani a “ribellarsi” e gli amministratori pubblici a disobbedire ad una legge del Governo italiano e, quindi, dello Stato”. E’quanto ha dichiarato il capo dell’opposizione in Consiglio regionale, Francesco D’Ercole, rispondendo ad un’esternazione di Antonio Marciano, della segretaria regionale del Pd campano, che, dopo l’approvazione in Senato della legge Gelmini per la riforma della scuola, ha invitato gli amministratori pubblici a non dar corso alle disposizioni contenute nella norma. “Ancora una volta – continua D’Ercole – questa sinistra dimostra di non avere alcuna idea originale da proporre e di non sapere fare altro che demonizzare gli avversari, riproponendo ciò di cui gli italiani, con il voto alle ultime politiche, hanno detto di essere stanchi: il chiacchiericcio inutile ed inconcludente ed incapace di arrivare al cuore dei problemi ed alla loro soluzione. E questo solo per meri interessi di “bottega”. Basta guardare a cosa è successo anche oggi, per l’ennesima volta, in Consiglio regionale, per averne consapevolezza. La scuola italiana – aggiunge – è in crisi da tempo immemorabile, ne fanno fede le classifiche internazionali che danno la nostra scuola agli ultimi gradini della graduatoria europee, andava, quindi, riformata e la Gelmini ed il Governo di centrodestra l’hanno fatto a nostro parere, in maniera condivisibile ed innovatrice. I signori del centrosinistra – conclude D’Ercole – che sembrano non essere in grado di poter proporre alcunché di nuovo, tranne che il ritorno ai (ne)fasti del ‘68 e della lotta di classe, possono anche non essere d’accordo e protestare, ma lo facciano in maniera civile e democratica, senza istigazioni che con la democrazia hanno ben poco in comune, lasciando studiare quei giovani e quei docenti, e sono la stragrande maggioranza, che, consapevoli della bontà della riforma, hanno preso le distanze dalla piazze e hanno detto a chiare note di voler continuare a studiare e lavorare”.

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