Dall’accoglienza all’integrazione. Afgani, la sfida della Caritas

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Alfredo Picariello – Dall’accoglienza all’integrazione. Afgani, la sfida della Caritas diocesana di Avellino ora è questa. Lo dice, a chiare lettere, il direttore Carlo Mele, a margine della conferenza stampa di presentazione dell’evento di beneficenza “Non coprite i vostri occhi” in programma domani pomeriggio a Sant’Angelo dei Lombardi.

“Adesso – dice Mele – c’è una vera e propria gara di solidarietà, tutti i giorni riceviamo segnalazioni di persone, di enti, disponibili a donare. Il passo successivo deve essere quello di far sentire loro il vero senso di appartenenza, devono sentirsi accolti, inseriti. Pian piano lasceremo poi a loro di decidere quale tipo di interventi occorre fare per dargli quella normalità che avevano nel loro Paese”.

“Sono certo che saranno famiglie che diventeranno presto famiglie della nostra comunità. Hanno alle spalle grandi esperienze, sono portatori di valori e di formazione molto alti, possono contribuire anche alla nostra crescita cuturale”.

Uno dei comuni ospitanti delle famiglie afgane è Montoro. “Non abbiamo fatto altro che rispondere al senso di appartenenza alle istituzioni e alla cultura del venire incontro a persone che lasciano i loro territori perché c’è la guerra”, dichiara il sindaco Giaquinto.

“Persone costrette a fuggire via dalla sera alla mattina. Non si poteva fare altrimenti, la solidarietà ha bisogno di atti concreti, in Irpinia c’è questo profondo senso della cultura dell’accoglienza”. Confermato dalla risposta alla chiamata alle arti fatto da Rosanna Repole. Come già scritto, dodici artisti hanno detto sì all’appello.

Gabri Aulisa di Bagnoli Irpino sarà presente con l’inedito lavoro “Lazhward (Serpente alchemico), 2021, acrilico, lapislazzuli afgano, foglia d’oro e pailettes su tela 120 x 40 cm; Luca Branca, di Bagnoli Irpino, espone “Percorsi umani”, 2021, terracotta refrattaria e legno, 37 x 53 x 4 cm; Maria Rachele Branca, Bagnoli Irpino, ha scelto “Terra dimenticata”, 2021, tecnica mista su tela 80 x 60 cm; Flavio Grasso, Ariano Irpino, espone “Legno bruciato con crepe”, 2021, quercia combusta e bronzo 52 x 28 x 28 cm.

Ed ancora, ecco Vittorio Iannino, di Lapio, con “Convento di Santa Maria degli angeli. Ruderi”, 1989, china, pastello e carboncino, su carta pergamena, 70 x 100 cm; Alessandra Lanzetta, di Avellino, propone “Nato ultimo”, 2019-2021, terracotta, cera e legno 26 x 10 x 8 cm; Alessandro Petriello, Zurigo, ha donato “L’abbandono”, 2014, fotografia analogica su carta baritata, 40 x 46 cm; Simona Schiavone, Napoli, ha realizzato “Omaggio a Picasso (La Guerra & La Pace)”, 2021, cuerda seca 36 x 130 cm; Emiliano Stella, di Avellino, propone “Che dal confine si spostarono nell’Iran”, 2021, tecnica mista su tela, 50 x 50 cm. Infine, Ernesto Troisi, Avellino, devole “Globo etnico”, 2020, mogano, padouk, wenge, rovere, frassino, tanganica e faggio 40 x 45 x 45 cm.