Concia, Olivieri (Flerica):’Tra le ombre del 2006 tracce di ripresa’

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Fine d’anno col botto per la concia irpina, vista la mobilità di 18 dipendenti a cui vanno ad aggiungersi i numeri di un altro opificio che ha chiuso i battenti. Un anno, il 2006, nel corso del quale si sono registrate diverse cessazioni di attività conciarie. Mentre qualcuna, ricorrendo alla cassa integrazione speciale, ha scongiurato i licenziamenti godendo della boccata di ossigeno della Regione Campania, settore Politiche del lavoro, in modo da stilare un programma futuro dell’azienda circa il rilancio. Ma parecchie ditte non hanno rispettato ciò e da qui la mobilità per gli operai. Contraddittoriamente però si nota una lieve ripresa in atto nel polo conciario locale. Lo sottolineano i sindacati. Per avere un quadro preciso bisogna partire dal censimento effettuato dall’amministrazione comunale nel 2005. Risultano 175 imprese con 2.405 addetti, delle quali 44 superano i 15 operai, 130 sono al di sotto di 15, un’azienda con 40 addetti, 3 invece con 50 e due superano i cento. Quindi 32 laboratori chimici per un totale di 216 addetti.
“E pensare – spiega Antonio Olivieri, segretario provinciale Flerica Cisl – che al 2002 erano 3.830 i lavoratori secondo il dato Inps: quindi già persi 1.425 posti di lavoro secondo il censimento comunale. Mentre per le varie chiusure di aziende e messe in mobilità di parte degli operai in altre, quest’anno il dato è diminuito”.
Ci fermiamo così a 1.350 unità lavorative a cui vanno sottratte le ultime mobilità. Si notano nel polo aziende dirette al terziario e a commercianti del settore pellame di altre zone che “basano la loro sopravvivenza su una concorrenza ‘sleale’ – annota il sindacalista – pur di restare sul mercato. Queste costituiscono una sotto economia dannosa non solo a loro ma soprattutto al polo solofrano, dando così adito all’immagine di una cultura del sottosviluppo”.
Una parte dei contoterzisti, durante il periodo di crisi, ha immesso sul mercato una nuova articolistica, creando curiosità da parte dei commercianti internazionali. Altri invece si sono lanciati sulla commercializzazione in Bulgaria e Romania per il fatto che dal prossimo anno entreranno a far parte della Comunità Europea. Difatti sposteranno lì la lavorazione grazie pure alla presenza di cellule lavorative cinesi. “In pratica – sottolinea Olivieri – una lieve ripresa è in atto, una risalita che fornisce buone premesse per un 2007 già alle porte”. (di Dante Grimaldi)

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