Concia e Tessile: la Filcem-Filtea analizza e propone

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Avellino – Da lunedì 8 gennaio l’anno 2007 porterà la ripresa della piena attività per molti comparti manifatturieri. Alcuni come la concia hanno addirittura avuto un piccolo boom. Ma molti altri, in special modo il tessile-abbigliamento continuerebbe a destare preoccupazione. E’ quanto emerge da un’analisi della Filcem-Filtea Cgil, proposta in una nota a firma del segretario provinciale, Franco Fiordellisi.
“Tante sono le criticità e le aziende in crisi. Ma su tutte ci preoccupa la sorte di Cdi, Trapuntex, Pino Covino, Amuco, Giada, solo per citarne alcune“, si legge nell’informativa. Ma le preoccupazioni sarebbero rivolte anche verso la concia che pure negli ultimi mesi avrebbe dato segnali positivi nell’ambito della pelle-calzatura. “I nostri timori – continua Fiordellisi – sono dovuti alla mancanza di politiche che mirino ad una visione d’insieme, con progetti innovativi ed in prospettiva aggreganti. Senza questo la ripresa presto o tardi finirà ed allora hai voglia ad addossare colpe…”. Una percezione e una conoscenza dell’apparto manifatturiero irpino (tessile, abbigliamento, calzaturiero e conciario) che porta il sindacato a dire che “è cresciuto a dismisura il lavoro grigio, con una diffusa parvenza di legalità che sfocia facilmente nell’illegalità e nel lavoro nero. Le cause riteniamo siano la deregolamentazione legislativa degli ultimi anni legata anche alla crisi dei settori manifatturieri”.
Ai problemi richiamati se ne aggiungono altri legati alla prevalenza nel manifatturiero di manodopera femminile, immigrata e di uomini di “passaggio”: “Infatti, essendo la forza lavoro così composta si ha una percezione marginale dell’illegalità (…) Questo, oltre che un gravissimo problema, è un gravissimo errore in quanto i paesi e le società più progredite sono quelle che hanno saputo valorizzare il ruolo e lavoro delle donne. Abbiamo così che nell’area a più antica vocazione industriale (Solofra) a ubire i guasti delle crisi ed i guasti di pseudo soluzioni (come le lavorazioni a conto terzi ed esterne quali inchiodatrici, rifilatrici ecc.) sono appunto donne, immigrati e tutti coloro che risultano essere le fasce più deboli. Abbiamo oltre alle retribuzioni non “corrette” , agli straordinari non pagati per i dipendenti assunti, i lavoratori in nero con sussidi che integrano, pensionati che integrano…”.
In questo scenario di lavoratori in nero, illegalità e irregolarità diffusa, l’area solofrana non sarebbe la sola: “E’ tutto il comparto manifatturiero a soffrire di queste piaghe e quotidianamente, come sindacato ci ritroviamo ad operare spesso in “splendida solitudine””. Di qui l’invito della Filcem-Filtea: “Pensiamo che sia corretto fare gli auguri di buon lavoro alla nuova Direttrice della sede di Avellino del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale Dpl, Maria Grazia Biondi, alla quale già da ora diamo la nostra disponibilità ad incontrarci per provare a trovare soluzioni e proposte alle criticità da noi rilevate, ritenendo che portare a conoscenza, far rilevare l’entità del fenomeno, per quanto drammatico, sia un buon viatico per affrontare e risolvere i problemi”.

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