Ottenere ciò che non hai mai raggiunto: parola al mental coach irpino Christopher Russo

0
2269

Che sia riferito in ambito sportivo o al superamento di una separazione amorosa o ancora al raggiungimento del top della propria carriera professionale, tutti noi abbiamo sentito parlare di “mental coach”. Quello che non sappiamo è che questa disciplina sta prendendo sempre più piede anche nella nostra provincia. Tra i primi, certificati, allenatori del successo irpini c’è il 26enne Christopher Russo.

“Il mental coach – ci spiega il giovane di Montemiletto – è una figura che tanti atleti olimpici e calciatori hanno al proprio fianco, vedi la Pellegrini che soffriva di attacchi di panico, ma anche campioni del calcio come Bonucci, Ranocchia e Mertens. Quando sei giovane soffrire di paure e ansia ti ostacola e se realmente vuoi raggiungere il successo hai bisogno che in prima linea ci sia tu, cioè devi curare ogni aspetto fisico e psicologico. E’ questo che realmente fa la differenza e ti permette di emergere”.

Christopher ha da poco completato il percorso per diventare mental coach con la specializzazione in Life e Sport Coaching. “Ho intrapreso questa strada subito dopo la pandemia – racconta il 26enne -. Il covid-19 ha lasciato strascichi e problematiche che non tutti siamo in grado di affrontare. La scuola, del resto, ti insegna solo nozioni di cultura generale ma non spiega come funziona per perseguire e raggiungere i propri obiettivi”.

La figura del mental coach è spesso confusa con quello dello psicologo, ma – ci dice il nostro allenatore – c’è una netta differenza: “lo psicologo scava nel passato, mentre il mental coach si focalizza sul presente e ti fa trovare motivazioni e consapevolezze che ti permettono poi di raggiungere un obiettivo. Sono gli obiettivi stessi a spingerci ad andare avanti esercitando le nostre facoltà, per questo c’è bisogno di una sana e proficua autostima, altrimenti le negatività portano ostacoli insormontabili lungo il nostro percorso. L’aiuto del coach fa sì che i pensieri negativi siano ridotti al minimo permettendoci di concentraci sulle nostre capacità. Il primo consiglio? Prefissarsi degli obiettivi, cosa che spesso viene lasciata al caso. Poi fare un distinguo tra obiettivi e sogni. E infine trovare la forza di agire, tramite il supporto del mental coach, nel perseguire quegli obiettivi” conclude il giovane coach.

Insomma, uscire dalla propria zona di comfort non è sempre facile ma per questo affidarsi a dei professionisti è il regalo più bello che ci si possa fare; anche perché, come diceva il terzo presidente degli Stati Uniti Thomas Jefferson: “Per ottenere qualcosa che non hai mai ottenuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto”.