Come inserire banner pubblicitari per monetizzare il traffico di un sito

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Quando si possiede un sito o un blog che realizza numerose visualizzazioni di pagina, si può pensare di monetizzare il traffico ricevuto attraverso l’inserimento di banner pubblicitari.

Ma prima di capire come inserire banner pubblicitari su un sito, dobbiamo sapere cosa sono e come funzionano.

Banner pubblicitari: cosa sono e come funzionano

Chiunque navighi sul web, non appena aperto il browser, si sarà imbattuto almeno una volta in un banner pubblicitario.

Il banner è un valido strumento di marketing per gli inserzionisti, in quanto serve a raggiungere gli utenti per diffondere informazioni su determinati prodotti o servizi. Per gli inserzionisti è utile anche per un altro motivo non banale, ovvero quello di poter monitorare in tempo reale sia la quantità di utenti raggiunti che i risultati di una campagna pubblicitaria.

Si presenta come un elemento grafico di varie dimensioni (tra le più comuni troviamo il 300×250, 728×90, 970×250 e così via), al cui interno vengono erogate delle campagne pubblicitarie statiche, video, oppure testuali. L’obiettivo, quindi, è quello di attrarre l’attenzione del pubblico su ciò che si intende pubblicizzare e, spesso, di indirizzarlo sulla landing page (pagina di atterraggio), che si intende far visitare.

Normalmente i banner si compongono di un’immagine .jpg o .gif oppure di un’applicazione multimediale. La misura dei banner è normalmente espressa in pixel, tradizionalmente vengono catalogati in base alla forma, alcuni esempi:

– Banner rettangolari tra cui fanno parte il medium rectangle, il leaderboard o large rectangle e così via;

– Skyscraper, che come dice il nome stesso sono i cosiddetti banner grattacielo tra cui rientrano half page, wide skyscraper e skyscraper.

– Native, progettati per essere personalizzati in base al sito in cui verranno collocati, andando così a somigliare al contenuto editoriale che li circonda. Solitamente si tratta di una combinazione di immagini, video e testo.

Come inserire i banner pubblicitari

L’inserimento dei banner pubblicitari all’interno di un sito non è un’attività che deve essere fatta in modo casuale, ma bisogna fare attenzione a collocarli in posizioni strategiche del sito e delle pagine. Lo scopo è quello di inserire i banner in zone dove i visitatori sono soliti prestare un’attenzione maggiore.

Si parte generalmente dalla zona “above the fold”, ossia la parte superiore e maggiormente visibile di una pagina, che non necessità della barra di scorrimento per essere visualizzata.

Vi sono ulteriori posizioni, come ad esempio la sidebar, ovvero la barra laterale dei siti, oppure in posizione centrale, in modo che si vadano ad integrare con i contenuti del testo, che consentono di ottenere delle performance migliori, e di conseguenza, dei guadagni maggiori.

L’importante è rispettare due principali fattori:

– non esagerare con la quantità, in modo da non impattare negativamente sull’esperienza utente, evitando continui e ripetuti popup e popunder che impedisco di accedere in modo immediato alla pagina web desiderata.

– evitare di inserire banner nascosti, che non sono ben visibili, e che di conseguenza costringono l’utente a cliccarvi senza che ne abbia piena coscienza.

Pratiche del genere portano solo ad una perdita di pubblico e sono ritenute scorrette anche in ambito pubblicitario.

Ma dov’è possibile reperire i banner pubblicitari?

L’inserimento dei banner presuppone un contratto o comunque un accordo con delle agenzie che si occupano di pubblicità o con concessionarie pubblicitarie online.

I circuiti pubblicitari fungono da tramite tra inserzionisti (coloro che intendono pubblicizzare un prodotto o servizio) e i publisher (ovvero i proprietari dei siti). A quest’ultimi vengono forniti dei codici, solitamente in javascript, che andranno inseriti all’interno delle pagine HTML di un sito, e che consentiranno l’erogazione dei banner e delle campagne pubblicitarie.

Gli editori avranno un guadagno che può essere misurato tramite diversi indicatori:

  • Costo per mille impression (CPM), che è rapportato al numero di pagine viste del sito;
  • Costo per click (CPC), che è rapportato al numero di click effettuati dagli utenti sui banner.

In alternativa ai circuiti pubblicitari specializzati, è possibile vendere direttamente i propri spazi pubblicitari, soluzione generalmente adatta a quei siti che hanno un buon traffico e che sono abbastanza conosciuti nel proprio settore. In questo caso però le difficoltà collegate alla vendita, alla gestione, all’erogazione e alla rendicontazione dovranno essere gestite internamente.