Cervinara – Via alla sagra della castagna

27 Settembre 2005

Cervinara – L’annuncio è passato quasi inosservato, la Sagra della Castagna di Cervinara ormai non crea più entusiasmi ed aspettative. Quella che per molti anni ha rappresentato il fatto culturale ed economico più importante di Cervinara, è diventata solo l’occasione per buontemponi per mangiare castagne e dolci, e bere qualche bicchiere di vino, tutto pagando si intende. Quindi svuotata dai contenuti che il problema castagna racchiude sia per l’economia del paese, sia per lo sviluppo di questa parte della montagna del Partenio, la Sagra nonostante sia giunta, come recita il volantino alla sua XVI° edizione ha perso il ruolo di stimolo, quasi un corpo a se stante, dalle tematiche che ruotano intorno al tema della castagna. Cervinara, come si sa, ha avuto sempre un ruolo di primo piano nella produzione e la commercializzazione delle castagne. Decine e decine di aziende familiari, piccoli produttori, hanno tratto gran parte del loro reddito proprio da questo settore. Oggi le cose sono cambiate, l’assenza di una politica della montagna, l’assenza di iniziative capaci di proteggere i piccoli produttori, ha portato ad un progressivo abbandono della montagna, e ad un prodotto sempre più scadente. Tutto questo avviene mentre tutti, a partire dalle istituzioni preposte, Comuni e Comunità Montana, non mancano di ribadire, alla prima occasione l’importanza turistica ed economica della montagna del Partenio. Il fatto è che poi, per la montagna ed i suoi frutti si fa veramente poco. Non si interviene, e non si vigila, questa la drammatica constatazione. Esempio? Basta prendere atto dalla denuncia che arriva da più parti, cittadini comuni, ma anche da molti piccoli proprietari di castagneti da frutto: quali sono le sostanze, di cui, sempre con maggiore frequenza vengono irrorate i castagneti della nostra montagna? Sono sostanze pericolose? Ci sono per questo i dovuti controlli? Tutti interrogativi a cui bisogna dare una risposta per rassicurare quanti frequentano la montagna per respirare aria incontaminata, e quanti invece raccolgono i frutti del sottobosco come i celebri funghi del Partenio in primis. Cerchiamo tuttavia, senza lanciare allarmi ingiustificati, di capire i motivi di questi che vengono definiti in gergo agricolo “trattamenti” alle piante di castagne. E’ noto che le castagne prodotte nel Partenio, eccellenti dal punto di vista nutrizionale e organolettico, sono però afflitte da un terribile insetto, il Balanino , che in certe annate ne arriva ad infestare fino al 50%. Secondo un esperto del settore, contro le larve e gli adulti di questi insetti sono state sperimentate strategie di difesa con prodotti chimici, ma i risultati sono stati scarsi . Sempre secondo il nostro esperto, i trattamenti che si starebbero effettuando in questo periodo sulle piante, per limitare i danni provocati dal Balanino, presentano delle potenzialità di rischio che in molti casi, producono effetti negativi che sono maggiori dei risultati positivi che si intendono raggiungere . Si tratta infatti di interventi particolarmente complicati che presentano una serie di perplessità. I principi attivi utilizzabili per il castagno sono appena 2-3, poco efficaci, ad ampio spettro d’azione, uccidono non solo gli insetti cattivi ma anche quelli buoni, come ad esempio le api, che favoriscono l’impollinazione e la fruttificazione del castagno. Gli alberi di castagno nelle nostre zone sono di grosse dimensioni e si trovano in zone impervie difficilmente raggiungibili, per poter effettuare trattamenti che coprano l’intera chioma di ogni albero. Alcuni di questi prodotti utilizzati sono dotati di elevata persistenza ambientale, rimanendo nell’ambiente per molti giorni, e ciò comporta il rischio contaminazione per i prodotti del sottobosco , come funghi e more. Infine sottolinea l’esperto, l’uso non razionale di insetticidi potrebbe favorire lo sviluppo di altri parassiti attualmente non presenti, come i pidocchi del castagno. Come si vede la cosa è più complicata di quanto possa sembrare. Va aggiunto poi che chi utilizza tali prodotti deve essere provvisto di apposito patentino e che sui campi trattati vanno apposti dei cartelli che avvisino quanti raccolgono e mangiano i prodotti del bosco. Per combattere il Balanino esistono altri metodi , forse più costosi , ma certamente meno pericolosi e più efficaci . Tocca agli organi istituzionali preposti garantire che questa strada più sicura venga percorsa. La Sagra della Castagna dovrebbe occuparsi anche di questo.


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