Castelfranci – Si conclude la IV edizione di “Sentieri sonori”

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Castelfranci – Si conclude oggi la Quarta edizione del Festival della Musica Etnica e popolare e la Sagra della Maccaronara.
“E’ stato un programma ricco ed intenso che ha caratterizzato questa due giorni. Arte, cultura, storia, musica, gusto, mestieri di un tempo rinasceranno negli antichi vicoli di Castelfranci”. Queste le parole di Enrico Tecce, assessore alla Cultura, il quale insieme ad Antonio Suelza e Giuseppe Schiamone, è stato il promotore dell’iniziativa. Questo pomeriggio è stato dedicato allo studio de “Le tradizioni popolari campane” che ha visto tra gli altri la partecipazione del sindaco Eugenio Tecce, del Presidente della Comunità Montana Terminio-Cervialto Carmine Ragano e di esperti e studiosi delle tradizioni popolari ed etno antropologiche, tra i quali Aniello Russo che ha ripercorso lo studio sui canti popolari nelle diverse fasi della vita delle persone; Salvatore Salvatore, il quale ha riproposto i canti da lavoro e le rivendicazioni dei braccianti; Alessandro Di Napoli ha focalizzato l’attenzione sulle tradizioni religiose e popolari della Alta Irpinia sottolineandone l’intreccio tra sacro e profano; Giovanni Ferrante ha tracciato l’evoluzione delle tradizioni da pagane a religiose; Felice Storti si è soffermato sull’artigianato locale come risorsa per i piccoli comuni; Toni Ricciardi ha affrontato il tema delle feste familiari in emigrazione.
La conclusione è stata affidata agli interventi di Luigi D’Agnese, ideatore del Museo Etnomusicale di Montemarano e Pasquale Corrado, esperto di tradizioni gastronomiche, che ha ripercorso la specificità della “Maccaronara”, piatto tipico della tradizione castellese.
Presenza significativa quella di Roberto De Simone, noto etnomusicologo, che ha sottolineato la ricchezza del patrimonio di cultura popolare presente in Irpinia, invitando le istituzioni ed i Comuni a predisporre una banca dati di raccolta di queste testimonianze che altrimenti rischierebbero di andare perse. Dal punto di vista metodologico, invece, il maestro De Simone, ha sottolineato come non siano tanto importanti il testo ed il significato delle parole delle canzoni e delle testimonianze, bensì, come queste ultime trovino il loro senso esclusivamente nella rappresentazione, anche tragica, ma contestualizzata.

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