Caso Manzo, Il Gup rimette gli atti alla Procura: imputazione di omicidio non sequestro di persona

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PRATA PRINCIPATO ULTRA- Un nuovo colpo di scena nella vicenda giudiziaria relativa alla scomparsa di Mimì Manzo. Al termine dell’udienza preliminare di oggi , il GUP presso il Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza, con un provvedimento ampio e analitico, ha accolto l’eccezione preliminare sollevata dall’ avvocato Nicodemo Gentile difensore della parte civile, Lucia Manzo, in qualità di prossima congiunta della persona offesa.
In particolare, la difesa ha eccepito l’erronea qualificazione giuridica del fatto operata dal Pubblico Ministero, contestata nei termini di cui all’art. 605 c.p. (sequestro di persona), chiedendone la riqualificazione nella più grave fattispecie di cui all’art. 575 c.p., aggravata ai sensi dell’art. 61 n. 1 c.p. (omicidio aggravato con motivi abietti e futili), nonché con riferimento alla condotta di soppressione e distruzione di cadavere. Una richiesta verso cui la stessa Procura aveva opposto parere negativo, confermando quella di sequestro di persona per Alfonso Russo e Loredana Scannelli e di favoreggiamento per Romina Manzo. Il Giudice dell’udienza preliminare, ritenuta fondata la questione, ha disposto la restituzione degli atti al Pubblico Ministero, affinché proceda alla riformulazione del capo di imputazione in termini di omicidio aggravato dai motivi abietti e futili. Per la difesa di parte civile “La decisione segna un rilevante mutamento dell’inquadramento giuridico della vicenda, introducendo, a distanza di cinque anni dai fatti, la contestazione del delitto di omicidio”. Resta invece solo l’ipotesi di favoreggiamento quella contestata alla figlia dello scomparso, Romina Manzo. Ora bisognerà attendere la determinazione da parte della Procura di Avellino sul capo di imputazione.