Caso Landolfi, Morsa: “Si parta con la ristrutturazione concreta del presidio”

Caso Landolfi, Morsa: “Si parta con la ristrutturazione concreta del presidio”

27 Maggio 2021

Sono il Segretario Generale della Fp Cgil, Licia Morsa, e il Segretario Provinciale Fp Cgil, Pietro de Ciuceis, a intervenire attraverso una nota congiunta:

“Come FP CGIL siamo partiti dal 2018 con iniziative atte a chiarire l’importanza del governare anzichè subire il processo di integrazione e trasformazione del Landolfi, che il decreto 29 esponeva a quello che oggi sta avvenendo. Dire che ci siamo sentiti soli è un eufemismo. Abbiamo assistito, nostro malgrado e con limitata possibilità di azione visto il nostro ruolo, a tutti gli effetti collaterali generati dalla mancata decisione politica, prima di accompagnare con forza tale processo e poi di assumersi la responsabilità di dire chiaramente cosa sarebbe stato il futuro del Landolfi. Si sono dette mezze verità (alcune anche comiche…) e si è lasciato tutto il carico della situazione sulle spalle dei lavoratori, dei cittadini e dei tecnici. Sperando che la tattica della botta al cerchio e una alla botte, portasse all’autosoluzione del problema. Siamo arrivato al limite del baratro e il 27 febbraio 2021 la FP CGIL ha organizzato un flashmob con l’unico obiettivo di chiarire e realizzare il futuro della struttura sanitaria regionale di Solofra. Da lì una serie di eventi e l’episodio della pubblicazione della delibera di giunta 201 del 19/05/2021 apparsa ieri sul Burc dirada ulteriormente le nebbie su quello che la Regione vuole fare del nosocomio solofrano, formalizzando quello che per noi era uno dei vari scenari possibili (il più adeso alle norme attuali)”. “Abbiamo cercato di esplicitare e sensibilizzare in passato i vari attori che si sono affacciati sul problema, in tempi più favorevoli sulle varie possibili situazioni, compresa questa, rispettando il nostro ruolo nei modi a noi concessi. Ma tornando a oggi, relativamente a quanto la politica esprime da uno o l’altro verso, noi che siamo sindacato vogliamo chiedere, a nome di chi rappresentiamo (i lavoratori), di chiudere presto i tempi delle ulteriori polemiche e di partire con la ristrutturazione concreta del presidio che, qualora dovessero continuare i tira e molla, potrebbe rimanere ostaggio della solita ridda di “carte” che noi chiamiamo burocrazia, la qual cosa chiuderebbe, davvero, ogni possibile rinascita per la struttura sanitaria”. “Chiediamo all’azienda, invece, di chiarire quanto prima che cosa ci sarà al Landolfi in merito ai 101 posti letto oltre ai 4 di terapia intensiva. Di fare, poi, uno sforzo organizzativo, ma necessario, per compartimentalizzare i lavori, in maniera tale da garantire il funzionamento delle unità operative e dei servizi superstiti senza interruzione di continuità, garantendo ai lavoratori dell’indotto la sicurezza del loro posto di lavoro. Mentre, per il personale trasferito in soccorso del Moscati durante l’emergenza Covid e per quello che ancora opera a Solofra, chiediamo la certezza di un chiaro futuro al Landolfi”. “Sulla questione Pronto Soccorso, ci scapperebbe un bel “nel 2019 e nel 2020 ve l’avevamo detto”, ma guardiamo al futuro. Le leggi in Campania si fanno e si disfano molto rapidamente, con altri quattro fogli a4 si potrebbe tranquillamente riaprire tutto, a differenza di lavori, assunzioni e rispetto degli impegni che richiedono tempi biblici e, soprattutto, senza data certa. Qualsiasi cosa si voglia fare al Moscati, al Landolfi o nell’inesistente servizio territoriale della zona dove il Landolfi per anni ha sopperito a causa della mancata e fondamentale collaborazione fra ASL e AORN a tale carenza, si deve partire necessariamente dall’investimento sul capitale UMANO, e parte di questo, ancora impegnato in corsia o sul territorio dopo svariate medaglie di cartone non ha nemmeno un contratto certo”. “Noi, che grazie al sostegno dei nostri iscritti e dei lavoratori che nelle nostre iniziative si riconoscono, manteniamo l’attenzione alta, chiedendo solo trasparenza e, soprattutto, coerenza. Bisogna recuperare il 150% delle prestazioni sanitarie. Non è tempo per polemiche ma è tempo di agire”.