Casa Circondariale Avellino, rinvenuta sostanza sospetta in un pacco destinato a un detenuto

0
124

Ad Avellino, nella giornata di ieri, durante un controllo di routine sulle consegne destinate ai detenuti, sarebbe stata scoperta una sostanza sospetta, presumibilmente eroina, abilmente nascosta nelle cuciture di un asciugamano contenuto in un pacco portato da un familiare durante un colloquio. L’episodio ha riacceso i riflettori sulle difficili condizioni di sicurezza all’interno della casa circondariale, già messa a dura prova dal crescente fenomeno del sovraffollamento.
Il delegato UIL FP Polizia Penitenziaria Avellino, Raffaele Dragone, ha commentato con preoccupazione: “La nostra attività quotidiana si svolge in un contesto estremamente critico, dove ogni giorno ci troviamo a fronteggiare tentativi di introdurre sostanze illecite all’interno della struttura. Il presunto ritrovamento di ieri è un campanello d’allarme che non possiamo sottovalutare.”
Il responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria di Avellino, Raffaele Troise, ha espresso un plauso al
lavoro svolto dagli agenti: “Voglio sottolineare l’impegno e la professionalità del personale che, nonostante le difficoltà, mantiene alta la guardia e garantisce la sicurezza all’interno del carcere. Episodi come questo evidenziano quanto sia necessario potenziare le misure di controllo.”
Questo intervento arriva in un momento delicato per la casa circondariale di Avellino, che secondo dati recenti ospita 690 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 503 posti, sottolineando ancora una volta l’emergenza sovraffollamento che rende più complessa la gestione e aumenta i rischi per la sicurezza di operatori e detenuti.
La questione del sovraffollamento rappresenta un elemento determinante nello sviluppo delle problematiche legate alla sicurezza.
Secondo dati recenti, la casa circondariale di Avellino ospita attualmente circa 690 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di soli 503 posti. Questo significa un affollamento del 37% oltre la capacità prevista, con conseguenze gravi sulle condizioni di vita interne e sulle dinamiche di ordine e sicurezza.

Troise, ha espresso un monito chiaro: “Il sovraffollamento ostacola il lavoro degli agenti, che operano in condizioni di stress elevato e con risorse limitate. È fondamentale che le istituzioni intervengano con urgenza per ridurre il numero dei detenuti, migliorare la struttura e garantire standard minimi di sicurezza. Senza questo, episodi come l’introduzione di droga nei pacchi rischiano di diventare purtroppo sempre più frequenti.”