Carcere, il “giallo” del detenuto finito al Pronto Soccorso: ferito con arma da punta?

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AVELLINO- Che nelle carceri qualcosa non funzioni ormai e’ un dato di fatto. Lo dimostrano i quotidiani sequestri di stupefacenti e telefonini, ma anche spranghe e coltelli rudimentali che una Polizia Penitenziaria sempre più ridotta e con strumenti spesso poco adeguati si trova comunque a fronteggiare. Basti pensare che il paradosso più grave sta proprio nell’uso dei cellulari.

Mentre al personale è proibito utilizzarlo, i detenuti sono sempre più in possesso di strumenti di telefonia mobile. Basterebbe schermare la zona dei penitenziari o usare i disturbatori di frequenza. Anche la nuova normativa introdotta per fronteggiare questa invasione di cellulari nelle carceri, il 391 ter (Accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti) non sembra avere sortito completamente l’effetto deterrente per cui era stata pensata e prodotta a livello legislativo. Intanto non mancano gli episodi di violenza, anche in provincia di Avellino, dove le carceri non sono immuni dai fenomeni che si registrano nel resto del Paese. L’ultimo episodio in ordine di tempo merita un approfondimento per comprendere anche la delicatezza delle vicende che interessano i penitenziari della provincia. Si tratta del sospetto ferimento di un detenuto di origini campane all’interno della Sezione Detenuti Comuni di Contrada San Oronzo. I fatti per come sono stati ricostruiti sarebbero un vero e proprio giallo, visto che si parla anche di dichiarazioni dello stesso detenuto per cui la ferita sarebbe stata provocata da una caduta accidentale. Ma spieghiamo quello che è avvenuto per quanto possibile accertare ufficialmente.

IL FATTO
Nella serata di sabato al Pronto Soccorso giunge con un’ambulanza del 118 un detenuto di origini campane di ventotto anni, recluso nel carcere di Bellizzi Irpino, che presenta ferite da oggetto appuntito (non proprio un coltello ma verosimilmente un’arma realizzata in modo rudimentale). Si parla di almeno quattro ferite anche al torace. La versione ufficiale che sarebbe stata fornita è quella di una caduta. A quanto pare i medici della struttura ospedaliera però avrebbero evidenziato che le ferite erano invece compatibili con quelle di un oggetto appuntito.

Per cui l’ipotesi più plausibile è che si possa essere trattato di una lite sfociata nel ferimento (accoltellamento non sarebbe il termine giusto, considerato che la presunta arma da punta non era un vero e proprio coltello). Nella notte, il ventottenne lascia la struttura ospedaliera, a quanto pare volontariamente, nonostante i medici non avessero sciolto la prognosi nei suoi confronti. Nella mattinata di oggi, come ha dato conto in un comunicato ufficiale la Uilpa Penitenziari, il detenuto ha fatto rientro in Ospedale, accompagnato dalla Polizia, perché ha evidentemente accusato qualche malore in seguito alla ferita rimediatasi (nel caso fosse vero che è caduto) o procurata da terzi (nel caso della lite sfociata nel ferimento). Quello che è certo in una vicenda che presenta molti interrogativi e’ che ha fare chiarezza sarà la Procura della Repubblica di Avellino, dove nelle prossime ore sicuramente giungerà l’informativa della Polizia Penitenziaria ed eventualmente delle forze dell’ordine che si sono occupate del caso.