Calcio – Lucchesi sicuro: “Ci sarà da soffrire, ma ci salveremo”

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Una gara da vincere a tutti i costi una partita in cui l’Avellino non può e non deve sbagliare. Al Partenio arriva il ‘contestato’ Ascoli che è passato dai sogni di gloria ad una stagione da anonimato. Vincere contro i marchigiani guidati da Iaconi è d’obbligo. Tre punti per dare seguito ad un pari, quello ottenuto con i clivensi che ha il sapore di una vittoria. Il calendario finalmente dopo un avvio difficile da una mano alla formazione biancoverde. Il ciclo terribile che ha visto i lupi contrapposti a quasi tutte le big del torneo è ormai alle spalle. Si deve cambiare marcia, in un mese marzo che potrebbe essere determinante per tirarsi definitivamente fuori dalle sabbie mobili della zona a rischio. Per i biancoverdi ci saranno 6 sfide in 28 giorni, tre in casa (Ascoli, Rimini e Modena) ed altrettante in trasferta (Piacenza, Albinoleffe e Ravenna). Inizia quindi il tempo della rimonta, del definitivo rilancio. Ci vorrà decisamente un cambio di passo, visto che nelle ultime sette partite si è riusciti ad ottenere soltanto due punti, un rendimento disastroso che ha compromesso quanto buono fatto prima, ma la reazione di orgoglio che si è vista contro i veneti ha rilanciato le ambizioni di salvezza della formazione irpina: “Da qui al termine della stagione abbiamo otto gare in casa e sette in trasfertaafferma il D.G Fabrizio Lucchesi – .L’obiettivo minimo è vincerne sei ed ottenere almeno quattro/cinque pareggi. L’impresa è difficile, ma non impossibile ed il risultato arrivato contro il Chievo, dimostra che questa squadra può giocarsela alla pari con chiunque”. Stima la quota salvezza l’ex dirigente di Roma e Fiorentina: “Rispetto alle ultime stagioni si è leggermente abbassata, ma per conservare la B ci vorranno comunque 45-46 punti”. Non si fida dell’Ascoli, non vuole assolutamente sentire parlare di squadra abbordabile: “Quella di Iaconi era una delle squadre candidate alla vittoria finale, visti i grossi investimenti fatti ad inizio campionato. Può contare su elementi di primissimo livello come Soncin, Bernacci, Guberti, una rosa che può disporre di due giocatori per ogni ruolo. Non dobbiamo assolutamente sottovalutarli, a volte capita che acquisti tanto, che prendi numerosi giocatori di qualità, ma non riesci a fare ciò che vorresti. Il loro è un torneo anomalo, visti i programmi del presidente Benigni sulla carta sicuramente hanno i mezzi da ‘grande’, nulla di meno rispetto ad altre compagini come Bologna e Brescia che sono in questo momento in lotta per la A. All’andata al Del Duca riuscimmo a tenergli testa in una partita strana caratterizzata da quattro rigori, una traversa, disputammo un’ottima gara, ma non siamo stati capaci di portare a portare a casa punti. Adesso dobbiamo tirare fuori gli artigli, giocare pure male, ma essere concreti. Per riuscire a conservare questa categoria ci vuole grinta e determinazione, lo spettacolo se non porta i dovuti frutti lascia il tempo che trova”. Si parla di campionato mediocre, di torneo molto livellato verso il basso, ma l’ex dirigente di Fiorentina e Roma non è d’accordo, rispetto ai più va contro corrente: “Nella passata stagione il torneo era gia deciso in partenza. Con compagini che hanno fatto la storia del calcio italiano come Juventus, Napoli e Genoa, gli altri hanno speso poco sapendo che contrapporsi a queste potenze sarebbe stata davvero molto dura. Quest’anno c’è una competizione maggiore, quasi tutte le compagini hanno voglia di puntare a qualcosa di importante. Il torneo penso che sia diviso in due tronconi. Nella parte bassa saremo in sette, otto a lottare convinto che tra qualche settimana saremo riusciti a tirarci qualche altra squadra nel calderone”. Conclude con quello che per tutti è un auguro, ma che per lui rappresenta certezza: “Ai tifosi dico di stare tranquilli, ci sarà da soffrire ma ci salveremo”.
(di Sabino Giannattasio)

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