Al danno la beffa. La politica locale promette, senza mantenere, di considerare le professionalità dei precari che da anni lavorano negli Enti irpini senza aspettative di un futuro sicuro e dall’altra la politica nazionale blocca un percorso avviato di stabilizzazione. Cambiano le persone ma resta il malcostume di promettere attenzione e poi deresponsabilizzarsi, è l’amaro commento del segretario provinciale della CISL FP Antonio Santacroce. Dopo dei piccoli passi in avanti e il recepimento di alcune nostre proposte, il voto in Senato ha spazzato via ogni dubbio: non c’è la volontà politica di risolvere il problema del precariato nella Pubblica amministrazione e quanto avvenuto in commissione bilancio del Senato, ne è una chiara dimostrazione. Chiediamo un percorso per dare certezza ai lavoratori con contratto a tempo e per evitare drammatiche ripercussioni sui servizi ai cittadini e alle imprese. Quello della camera alta è stato l’ennesimo gioco di prestigio, peraltro, goffo. Nel testo approvato non c’è nemmeno una vera e propria proroga dei contratti, che è limitata a quelle poche amministrazioni locali che avranno i margini per permettersela. Proroga che assolutamente dovrà essere fatta prima della scadenza di fine dicembre, se si vuole evitare la paralisi dei servizi. Oltre a quelle di lavoratori interinali, collaboratori e lavoratori socialmente utili, per cui non era già prevista alcuna salvaguardia, potrebbero quindi verificarsi un numero superiore alle 70 mila espulsioni di lavoratori, anche a tempo determinato in campo nazionale. E parliamo di lavoratori senza ammortizzatori sociali. In Irpinia i lavoratori precari che prestano servizio presso enti come la Regione Campania, il comune di Avellino, gli enti locali , la sanità pubblica e gli enti Ministeriali raggiungono un centinaio di unità. Per loro si accendono luci soffuse di speranza nel corso delle campagne elettorali, o quando la volontà di taluna politica e dirigenza di farsi carico del problema trova poi concretezza in azioni. Per questo la CISL FP ha proposto emendamenti importanti al testo e chiesto di migliorare il decreto, perché senza una norma sicura non ci saranno spazi per ragionare oltre. Nei fatti abbiamo assistito a un dibattito pubblico paradossale, con accuse di sanatoria da una parte e tiepidi trionfalismi dall’altra. E per questo già martedì 15 ottobre ,a partire dalle ore 10, terremo una prima iniziativa unitaria presso la Sala Conferenze in Piazza Montecitorio 123– per avanzare le nostre proposte e rispondere a questo ennesimo atto di irresponsabilità. La nostra azione continuerà nei territori così come a livello nazionale perché al silenzio ed alla demagogia possa prendere posto la concretezza e la responsabilità, conclude Doriana Buonavita Segretario Generale CISL FP.
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