Buonavita: “Precari P.A. abbandonati”

14 Ottobre 2013

Al danno la beffa. La politica locale promette, senza mantenere, di considerare le professionalità dei precari che da anni lavorano negli Enti irpini senza aspettative di un futuro sicuro e dall’altra la politica nazionale blocca un percorso avviato di stabilizzazione. Cambiano le persone ma resta il malcostume di promettere attenzione e poi deresponsabilizzarsi, è l’amaro commento del segretario provinciale della CISL FP Antonio Santacroce. Dopo dei piccoli passi in avanti e il recepimento di alcune nostre proposte, il voto in Senato ha spazzato via ogni dubbio: non c’è la volontà politica di risolvere il problema del precariato nella Pubblica amministrazione e quanto avvenuto in commissione bilancio del Senato, ne è una chiara dimostrazione. Chiediamo un percorso per dare certezza ai lavoratori con contratto a tempo e per evitare drammatiche ripercussioni sui servizi ai cittadini e alle imprese. Quello della camera alta è stato l’ennesimo gioco di prestigio, peraltro, goffo. Nel testo approvato non c’è nemmeno una vera e propria proroga dei contratti, che è limitata a quelle poche amministrazioni locali che avranno i margini per permettersela. Proroga che assolutamente dovrà essere fatta prima della scadenza di fine dicembre, se si vuole evitare la paralisi dei servizi. Oltre a quelle di lavoratori interinali, collaboratori e lavoratori socialmente utili, per cui non era già prevista alcuna salvaguardia, potrebbero quindi verificarsi un numero superiore alle 70 mila espulsioni di lavoratori, anche a tempo determinato in campo nazionale. E parliamo di lavoratori senza ammortizzatori sociali. In Irpinia i lavoratori precari che prestano servizio presso enti come la Regione Campania, il comune di Avellino, gli enti locali , la sanità pubblica e gli enti Ministeriali raggiungono un centinaio di unità. Per loro si accendono luci soffuse di speranza nel corso delle campagne elettorali, o quando la volontà di taluna politica e dirigenza di farsi carico del problema trova poi concretezza in azioni. Per questo la CISL FP ha proposto emendamenti importanti al testo e chiesto di migliorare il decreto, perché senza una norma sicura non ci saranno spazi per ragionare oltre. Nei fatti abbiamo assistito a un dibattito pubblico paradossale, con accuse di sanatoria da una parte e tiepidi trionfalismi dall’altra. E per questo già martedì 15 ottobre ,a partire dalle ore 10, terremo una prima iniziativa unitaria presso la Sala Conferenze in Piazza Montecitorio 123– per avanzare le nostre proposte e rispondere a questo ennesimo atto di irresponsabilità. La nostra azione continuerà nei territori così come a livello nazionale perché al silenzio ed alla demagogia possa prendere posto la concretezza e la responsabilità, conclude Doriana Buonavita Segretario Generale CISL FP.


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