Bernacci e Soncin abbattono i lupi: cala il gelo sul Partenio

0
2

Avellino 3-4-2-1: Gragnaniello, Maietta, Mengoni, Cherubin, Sestu, Di Cecco, Porcari, Sirignano(70’ Conticcchio), Salgado, Paonessa(60’ Della Rocca) Cipriani(60’ Pellicori) A disp: Pantanelli, Corallo, Tombesi, Carbone
All: Carboni
Ascoli 4-4-2: Taibi, Aquilani, Mellucci, Micolucci, Nastos(60’Sommese) Guberti(83’ Saverino), Luci, Di Donato, Pesce, Maniero(38’ Soncin), Bernacci
A disp: Paoloni, Belinghieri, Cioffi, Gaeta
All: Iaconi
Arbitro: Stefanini di Prato/ Assistenti: Costa e Musolini
Quarto uomo: Gallo
Reti: 46’Bernacci e 75’ Soncin
Ammoniti: Melucci, Maietta
Espulsi: 80’ Porcari
Angoli: 9 a 6
Recupero: 2’ pt e 5’ st

Cala il gelo sul Partenio: l’Avellino viene superato 2 a 0 dall’Ascoli con un goal per tempo grazie a Bernacci e Soncin. Una sconfitta pesante, che fa scattare l’ira del fin troppo paziente pubblico biancoverde. Pesante la contestazione al termine dell’incontro da parte del popolo di fede irpina che invita i calciatori a giocare senza maglia. Continua, quindi, il lungo periodo senza successi della truppa avellinese che non vince sul proprio campo dallo scorso 12 gennaio quando superò per 3 a 2 il Bari. Lupi mai in partita, una prestazione disarmante quella della formazione di casa che viene superata dai modesti bianconeri, che fino a questo momento non erano riusciti mai a vincere in trasferta. La squadra di Carboni non sfrutta i due turni interni conquistando la miseria di un solo punto. È questa la sintesi di una gara in cui l’Ascoli riesce a vincere con il minimo sforzo, battendo un lupo fantasma, il più brutto dell’anno, capace di offrire una prestazione peggiore addirittura di quella dell’andata con il Piacenza. L’Avellino non c’è con la testa e con i piedi, sbagliano anche le cose più semplici i biancoverdi che si fanno infilare con due azioni di contropiede dagli uomini di punta della squadra di Iaconi. Eppure prima del vantaggio ospite, i lupi avevano avuto la possibilità di passare, ma Cipriani che è stato l’emblema del disastro ha sprecato la più semplice delle occasioni da rete. Una fiammata ad inizio della seconda frazione di gioco con il duo Sestu-Salgado, ma il colpo di testa di quest’ultimo è stato disinnescato dall’ottimo Taibi e poi il buio profondo, il nulla in una giornata in cui sarebbe stato fondamentale riuscire ad ottenere i tre punti, visti i risultati arrivati dagli altri campi e la possibilità di far cadere nel calderone qualche altra pericolante. Nel finale Porcari, che con un suo errore aveva dato il la all’azione del secondo goal ascolano, viene mandato anzitempo sotto la doccia da Stefanini per un duro fallo ai danni di Sommese. È l’ultima nota di una gara che ha visto gli agognati lupi attendere soltanto il fischio finale, di una squadra che subisce la quinta sconfitta interna stagionale.
CRONACA: Carboni si affida al 3-4-2-1: in porta ancora Gragnaniello, difesa composta da Maietta, Mengoni e Cherubin, in mediana spazio a Sestu, Di Cecco, Porcari e Sirignano. In avanti alle spalle di Cipriani il duo Salgado-Paonessa. Non c’è De Angelis per colpa di un inizio di pubalgia è stato costretto ad una nuova tribuna: il difensore romano la prossima settimana andrà a curarsi in un centro specialistico a Cosenza. Si rivede Conticchio, il mediano ex Lecce, torna in panca dopo aver disputato l’ultima gara ufficiale lo scorso 3 novembre a Grosseto( 2 a 1 per i maremmani). La prima azione degna di nota è degli ospiti: al 14’ triangolazione Nastos-Pesce con quest’ultimo che dal limite calcia a rete: palla di poco alta sulla traversa. Al 26’ Bernacci anticipa Mengoni e conclude dai sedici metri, la stoccata del numero 11 è da dimenticare. Al 32’ grande azione di Sestu che dall’angolo destro dell’area mette al centro per Cipriani che cade a terra. Sulla susseguente azione Di Cecco recupera palla e dà in profondità a Sestu che giunge in area e fa partire un diagonale indirizzato all’angolo sinistro della porta difesa da Taibi, ma Nastos respinge ottimamente. Al 43’ i lupi sciupano la più facile delle palle goal: recupero di Sirignano che cede la palla a Di Cecco, il capitano lancia nello spazio Cipriani, il numero 18 a tu per tu con Taibi controlla male e il numero uno ospite para senza problemi. In pieno recupero arriva il vantaggio: la difesa biancoverde si ferma per una presunta posizione di fuorigioco di Bernacci, lancio di Luci, da dietro arriva come un treno Soncin che parte palla al piede e mette in mezzo per l’accorrente numero nove che tutto solo in area non può fallire. Carboni ed i suoi tornano negli spogliatoi tra i fischi. Qualche timido segnale di ripresa lo dà nella ripresa l’Avellino, ma la ‘rinascita’ si spegne dopo solo dodici giri di lancette. Al 47’ Sestu ci prova dal limite, palla abbondantemente al lato. Un minuto dopo Punizione di Paonessa a girare Taibi smanaccia sulla sfera Sirignano. Conclusione da dimenticare. Al 51’ conclusione di Di Donato da fuori, Gragnaniello si distende e mette in angolo. Al 57’ possibilità di pareggiare da parte dei biancoverdi Sestu si libera di un avversario e di destro mette al centro per Salgado che di testa indirizza la palla nell’angolo. Taibi con una grande parata sventa il pericolo. La benzina dell’Avellino inizia e termina qui, perché diventa un monologo degli ospiti. Al 59’ cross di Guberti, Pesce impatta debolmente Gragnaniello. Al 67’ cross dalla destra di Sommese, Soncin in tuffo al lato. Al 72’ calcio piazzato a girare di Micolucci, Gragnaniello risponde presente. Alla mezzora errore madornale di Porcari che perde la palla, inferiorità numerica dei lupi che si ritrovano con il solo Mengoni a dover fronteggiare l’ascesa del trio Guberti-Sommese-Soncin. L’ex torinista mette al centro per il centravanti che senza problemi, solo davanti a Gragnaniello, sigla la rete del due a zero. A dieci dal termine l’Avellino resta in dieci per l’espulsione di Porcari che lascia tra i fischi il terreno di gioco. Uno stop reso meno amaro dai risultati delle inseguitrici e di Treviso e Vicenza davanti. Bisogna voltare pagina perché retrocedere in un campionato mediocre come quello di quest’anno è la cosa più difficile del mondo. Bisogna rimboccarsi le maniche e tirare fuori la grinta, la concentrazione e gli attributi: sabato c’è un altro incontro decisivo contro il Piacenza, la squadra partirà con un giorno di anticipo per quella che a detta della società non rappresenta l’ultima spiaggia per l’allenatore toscano. Giusto confermarlo? Sarà il campo a dirlo, ma se non riesce a trasmettere stimoli giusti alla squadra, qualche problema ci sarà.
(di Sabino Giannattasio)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here