Basket – L’anno della Scandone, tra errori e voglia di riscatto

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Non si può certo dire che il 2006 verrà ricordato come l’anno migliore della pallacanestro irpina. Dalla serie A alla serie C, tante sono state le delusioni che hanno dovuto patire gli appassionati biancoverdi. La retrocessione dell’Air, poi riammessa in lega A, la retrocessione della Vito Lepore dalla C2 alla D, la stagione fallimentare di un Cab Solfora, che vede nel 2007 nuovi orizzonti. L’unica società che è rimasta soddisfatta dal 2006 è il Nuovo Basket Avellino. La squadra di capitan Russo è salita in D dopo aver stravinto il campionato di Promozione. Ma la squadra principe della nostra provincia è la Scandone ed il suo 2006 non è stato dei migliori. La squadra del presidente Cardillo ha vissuto una stagione 2005-2006 travagliata, conclusasi poi con la retrocessione in Legadue. Tanti gli errori commessi, che alla fine hanno regalato poche gioie e molti dolori. Capobianco, Brown, Bobbitt e Bonora non sono bastati a portare ad una salvezza, che forse sarebbe stata meritata, Avellino. La vittoria a Reggio Emilia il 14 maggio non servì a salvare i lupi. Le lacrime dei tifosi erano il segno della sconfitta sportiva. Si doveva ora ripartire e pensare a qualche cambiamento. La legadue era il campionato che i lupi avrebbero dovuto affrontare questa stagione, ma un pizzico di fortuna ha aiutato la società di via Serafino Soldi. Il ripescaggio a causa del fallimento di Roseto, ha dato l’opportunità all’Avellino cestistica di vivere la settima stagione nel massimo campionato di basket italiao. Il ritorno di Sanfilippo, l’arrivo di Gresta, che avrebbe dovuto fare l’head coach in legadue, poi la riammissione e l’arrivo di coach Boniciolli hanno riportato un grande entusiasmo. I tifosi, quelli veri, sempre vicini alla squadra hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. Ma la sfortuna si è accanita contro Avellino. Infortuni su tutto hanno impedito alla squadra di Boniciolli di lavorare con serenità ad inizio stagione. La pubalgia di Curry, i problemi muscolari di Jamison, i problemi alla mano e poi alla schiena di Capel hanno compromesso il cammino della squadra avellinese. L’arrivo poi del nazionale italiano Andrea Pecile ha contribuito ad aumentare l’entusiasmo nella piazza. La partenza però e stata negativa. Zero vittorie nelle prime cinque partite. Tutti temevano il peggio, di ripetere la stagione infelice dell’anno precedente quando si partì con un 0-7. Fortunatamente il doppio turno casalingo con prima vittoria con Udine e poi con Reggio Emilia hanno sollevato la compagine di Matteo Boniciolli tranquillizzando la piazza. Il trascinatore del momento si chiama Andrea Pecile. Si arriva al derby con Scafati, perso allo scadere grazie ad una prodezza di Dum Lauwers. “Avremmo meritato di vincere – dirà Bonciolli – a fine gara – ma alla fine la verità è che i due punti furono guadagnati dalla squadra del presidente Longobardi. Cruciale, appare a questo punto, l’incontro con Teramo. Ma anche in questa occasione Avellino deve affrontare problemi d’infermeria. Fuori Capel, ma ecco Curry che già a Scafati aveva fatto bene, dentro anche il cecchino Lisicky. Alla squadra dell’ex Dal Monte non basta il talento di Grundy e Nolan, Avellino è superiore e porta a casa i due punti. Soddisfazione anche per l’esordio di Frascolla alla “veneranda” età di 44 anni. I lupi d’Irpinia non si ripetono la settimana successiva a Treviso dove subiscono una sonora sconfitta. Amaro l’esordio di Victor chiamato a sostituire Capel incapace di alzarsi dal letto con tre ernie al disco. L’ex North Caroline, saluta tutti e torna a casa. Dopo la sbornia nelle marche arriva il doppio turno con la VidiVici e Milano. Contro la squadra di MArcowski Avellino ci prova, ma un po’ qualche errore al tiro, un po’ qualche decisione arbitrale a sfavore e un po’la bravura dei bianconeri non hanno permesso ad Avellino di conquistare i due punti. La settimana che precede la sfida di Milano è caratterizzata dalla notizia che gela i supporters biancoverdi, l’addio di Pecile. E così, il nazionale azzurro grazie ad una clausola presente nel contratto può lasciare Avellino. Contro l’AJ, Pecile gioca, male ma i lupi vincono. A fine gara Boniciolli è teso. Proprio ora che la squadra si stava ritrovando Pecile taglia la corda. La Spagna la sua destinazione. Ora il 2007 si apre in attesa di Palacio e con la partita di Mntegranato che ha offerto spunti notevoli. Ma la triade Sanfilippo-Boniciolli-Gresta chiede al nuovo anno maggiore fortuna, per portare alla fine questo tartassato campionato.

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