Basket – Green tira male, l’Air continua a giocare bene

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Che l’Air sia una squadra diversa, totalmente diversa, rispetto a quella vista ad inizio campionato, è evidente. Non parliamo solo delle ‘famigerate’ tre sconfitte dell’avvio di stagione, ma anche della Scandone che riusciva a segnare 90 punti con un Marques Green da 20 e 8 assist a sera. Nelle ultime cinque partite il play di Philadelphia ha tirato molto male dal campo (6/31 da 3, 4/17 in Coppa Italia) ma questo non ha impedito alla sua squadra di ottenere sette vittorie e una sola sconfitta, aggiudicandosi anche la manifestazione di Casalecchio. Questa, più di tutte, è la prova tangibile di una squadra definitivamente maturata, non più “Green-dipendente” capace di raccogliere i due punti anche quando il suo giocatore più rappresentativo vive un evidente fase di appannamento al tiro. Senza dubbio queste 7 vittorie sono figlie di una difesa collettiva cresciuta esponenzialmente. Gli avversari sono passati dai quasi 80 punti di media segnati contro la Scandone ai circa 72 attuali. La versatilità degli esterni di Boniciolli ha fatto si che anche a partita in corso potessero esser trovati gli aggiustamenti difensivi sulle punte di diamante avversarie. Righetti è oggettivamente lo specialista del team, ma la duttilità di Smith (non certo un eccellente difensore ma atleticamente importante e ottimo stoppatore) e Cavaliero stanno garantendo allo staff irpino numerose variabili. A questo, comunque, va aggiunta la capacità di Green di giocare sotto pressione, di trovare la migliore opzione possibile e di non lasciarsi influenzare dalla difesa. Ora i difensori conoscono il folletto biancoverde e la marcatura si è fatta più insistente, specialmente sul gioco di pick and roll tra lui e Williams. Da sempre il regista biancoverde preferisce gestire i ritmi e mettere gli altri in condizione di segnare piuttosto che prendersi iniziative personali. Così, ora che il suo tiro dalla lunga non è efficace come al solito, ci sono gli altri quattro giocatori in campo pronti a trasformare in punti le sue assistenze. Green, percentuali lusinghiere o meno, quando la palla scotta difficilmente sbaglia: possibile che ora, complice anche la stanchezza di un avvio di stagione nel quale ha giocato 40 minuti a partita e nel quale ha vinto le partite praticamente da solo, stia vivendo un periodo di calo fisiologico, pronto a tornare al 100% nel momento decisivo della già straordinaria stagione biancoverde.

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