Banda delle truffe informatiche, scena muta per cinque indagati negli interrogatori davanti al Gip di Salerno

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1988

Hanno fatto quasi tutti scena muta (tranne un indagato) davanti al Gip del Tribunale di Salerno Giandomenico D’Agostino nel corso degli interrogatori di garanzia cinque degli otto indagati raggiunti dalle misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Salerno (le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Morris Saba e dal Procuratore Aggiunto Francesco Soviero) e dai Carabinieri della Compagnia di Solofra, i militari del Norm, agli ordini del capitano Gianfranco Iannelli. I primi due a comparire davanti al magistrato che ha firmato la misura cautelare in carcere e quella ai domiciliari sono stati Aniello Ruggiero, 47 anni, di Torre del Greco, ritenuto il “capo” della banda che truffava con la tecnica del phishing ignari correntisti. E’ l’unico finito in carcere (si trovava già agli arresti domiciliari). Nella giornata di venerdi’ e’ stata sentita anche la sua compagna, Anna Pepe, finita ai domiciliari, interrogati per rogatoria del Gip di Salerno hanno entrambi scelto di avvalersi della facolta’ di non rispondere. Stessa scelta anche per gli altri indagati. Si tratta di Csiki Valer Sebastian, classe 97, residente a Nocera Superiore, difeso dall’avvocato Fabio Carusone, Galluccio Gabriella, classe 97, residente a Montoro, difesa dall’avvocato Rolando Iorio, Spisso Danilo, classe 88, residente a Mercato San Severino difeso dall’avvocato Marco Bianchini. Anche due dei tre indagati all’obbligo di dimora hanno scelto di non rispondere davanti al Gip. A partire da Prisco Pasquale, classe 97, residente a Solofra, difeso dall’avvocato Danilo Iacobacci, Montefusco Francesco Pio, classe 2002 di Bracigliano difeso dall’avvocato Rolando Iorio. Uno solo avrebbe risposto e tentato di chiarire la sua posizione. Ora si attende che a decidere sulle misura irrogate siano i magistrati del Tribunale del Riesame di Salerno.