Avellino – Parcheggio impossibile al Moscati: insorgono i dipendenti

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Avellino – “La Direzione Sanitaria Ospedaliera del Moscati continua a discriminare il personale interno. Una nuova ed assurda disposizione di servizio impedirà ai dipendenti di parcheggiare nell’area antistante l’ingresso alla Città Ospedaliera”. E’ quanto denuncia il segretario provinciale della Fials Confsal Lucio De Vincentis che ieri ha riunito la segreteria aziendale composta da Silvestro Iandolo, Franco Niespolo, Maurizio Liotti, Pietro Della Valle e Otto Gordon, per deliberare sulle azioni da porre in essere a tutela dei lavoratori. Con la nuova disposizione, si dovrà parcheggiare nei pressi della palazzina amministrativa in contrada Amoretta. I lavoratori saranno così costretti a percorrere centinaia di metri a piedi per raggiungere l’ingresso principale della Città Ospedaliera, anche di notte, in una zona isolata, invasa da cani randagi e con il pericolo di essere aggrediti da malintenzionati. “E’ assurdo – continua il segretario Fials – con la scusa di voler riservare tale spazio solo a pochi utenti diretti verso alcune delicate unità operative, centinaia di posti auto saranno lasciati vuoti a beffa dei lavoratori. E così, i medici, gli infermieri e gli addetti alle ambulanze ed al servizio di 118 devono invece impazzire per trovare una sistemazione a pagamento all’esterno dell’Ospedale di viale Italia. In caso contrario corrono il rischio di vedersi rimuovere l’auto, anche se parcheggiata negli spazi interni del Moscati privi dell’avviso di rimozione con carro gru. L’utilizzo delle aree libere interne adibite a parcheggio va disciplinato e non proibito. – conclude il segretario Fials – Tutti i lavoratori hanno il diritto di usufruire di eventuali spazi liberi per parcheggiare e non soltanto pochi privilegiati. Attendiamo una immediata risposta risolutiva dal manager Rosato che ci eviti di proclamare lo sciopero”. La Segreteria Fials si riunirà nuovamente mercoledì 4 febbraio per decidere in merito alle prossime azioni da intraprendere.

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