L’analisi – Il testacoda che non ti aspetti, o forse sì: Toscano, è l’ora della scossa

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Claudio De Vito – Il peggior avversario nel momento sbagliato. All’indomani del ko di Verona, l’Avellino non ha troppo tempo per ripensare al black-out di fine prime tempo del Bentegodi perché martedì al Partenio-Lombardi arriverà il Cittadella capolista.

Veneti a punteggio pieno con cinque punti di vantaggio sulle inseguitrici, con una media di tre gol a partita e con i bomber Litteri e Strizzolo in grande spolvero (rispettivamente quattro e tre realizzazioni). L’entusiasmo della classica sorpresa che la Serie B è ormai abituata a proporre nelle sue prime battute opposto all’insofferenza di chi invece non è ancora riuscito a trovare il bandolo della matassa con due punti nei primi quattro turni.

Ecco allora servito il testacoda che non ti aspetti, complice un Avellino generoso ma ancora troppo incompiuto per impensierire gli avversari. A Verona è crollata anche l’unica certezza costruita su solide basi una settimana prima contro il Trapani, la difesa. Alcuni errori clamorosi hanno riportato indietro la mente alla gestione Tesser, la peggiore degli ultimi anni a livello difensivo.

Non era certo il Bentegodi il campo sul quale raccogliere i punti del decollo, ma la sconfitta sul terreno gialloblu per come è maturata, ha azzerato quei pochi coefficienti di positività che il pari interno con il Trapani aveva consegnato nelle mani di Domenico Toscano. Un po’ come accaduto nell’arco dei centottanta minuti dell’accoppiata Brescia-Entella.

L’Avellino deve lanciare un segnale contro il Cittadella, far capire che è sul pezzo e che è più forte della pressione del momento. E Toscano pare proprio non avere scelta: servirà una squadra capace di osare qualcosa in più sin dall’inizio. L’uomo del cambio di rotta non può non essere Daniele Verde, che per qualità e voglia di imporsi può certamente trasmettere una carica positiva a tutta la squadra.

Toscano non ha la bacchetta magica. In 48 ore non si può riorganizzare l’assetto di una squadra che ha innanzitutto bisogno di credere in sé stessa e nei propri mezzi. E’ anche vero però che il tecnico biancoverde non può continuare ad ignorare Verde, interprete in grado di far saltare gli equilibri e al quale evidentemente non giova l’impiego part time a gara in corso.

Il fantasista di proprietà della Roma dovrebbe essere gettato nella mischia insieme a Castaldo, che ha riposato ed è pronto a guidare l’attacco con Ardemagni. Serve anche il carisma del suo leader all’Avellino per vedere finalmente la luce. Non ci sarà Gavazzi, infortunato al ginocchio. Belloni avrebbe bisogno di rifiatare per le sgroppate sulla fascia di competenza ma in questo momento è irrinunciabile e in ogni caso non ha un sostituto adeguato. Imprescindibile invece il carattere per fermare la corsa del Cittadella ma soprattutto per regalare un sorriso ai preoccupati tifosi biancoverdi.