Avellino – 5 Consiglieri Pd: “Aprire stagione politica nuova”

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Nadia Arace, Mario Cucciniello, Francesca Di Iorio, Adriana Percopo, Lorenzo Tornatore, consiglieri comunali del Partito Democratico in merito alla situazione politica in seno al Comune di Avellino annunciano che “Questo è il tempo di aprire una stagione politica nuova che affronti con coraggio le questioni irrisolte, che ridisegni la rotta della città pubblica declinata intorno ad un sistema di politiche sociali attente alle nuove povertà, ferma nel garantire l’accesso ad alloggi dignitosi, determinata a restituire un orizzonte alle incompiute in un tempo certo, chiara sugli indirizzi urbanistici che riscriveranno spazi e funzioni di una città futura che affonda radici robuste nell’identità storica da ritrovare. Oggi la nostra amministrazione è chiamata a sciogliere la cristallizzazione di blocchi contrapposti, che hanno prodotto l’indistinto e di lì l’immobilismo, superando così la rottura con la città. Onoriamo il nostro mandato se oggi rilanciamo la nostra alleanza con i cittadini, se oggi recepiamo, attraverso l’allargamento del campo democratico, le istanze di cambiamento che da più parti ci giungono. Prima di ogni cosa siamo consapevoli che governare un territorio, una comunità, una rete umana complessa significa declinare la visione e il sistema valoriale che percorre il tessuto vitale del partito al quale apparteniamo, affinché la società immaginata sia ogni giorno più vicina. Da democratici siamo consapevoli che se il Pd smarrisce la sua cifra identitaria e non vive il suo essere un partito progressista, accettiamo tutti di perderci nella paralisi della conservazione, anche quando parliamo di cambiamento. Abbiamo il dovere di essere un’amministrazione capace di generare e garantire nuovi diritti alle marginalità del nostro tempo, misurando il nostro potenziale progressista nel segno dell’inclusione politica. Il tema dei Beni Comuni, tratto distintivo del PD, sia un punto inviolabile per questa amministrazione che deve definire le priorità in cima alla propria agenda politica urbana aprendo alla sperimentazione di nuovi modelli di gestione condivisa con i cittadini, attuando innovazioni collaborative, sull’esempio del Regolamento per la cura e la rigenerazione dei Beni Comuni adottato dal Comune di Bologna. Siamo consapevoli che la città attende una riscossa democratica. Nello scontro tra rimodulazione e azzeramento, tra bizantinismi e rivendicazioni, tra conclavi e le veline giornalistiche, noi immaginiamo sia questo il tempo di mettere al centro dell’agenda programmatica l’unica vera sfida: riperimetrare il campo politico, rifiutare le geometrie variabili, per riaffermare insieme al tema dell’identità del partito democratico, la sua capacità di incrociare energie, intelligenze, istanze dal centrosinistra e consegnare alla città un’amministrazione che sia forte di una visione più lunga dell’oggi”.

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