Atripalda – Parziale: “Dove è finito il piano traffico?”

21 Settembre 2005

Atripalda – Le chiacchiere si fanno al bar. In Consiglio si prendono le decisioni. Il consigliere di opposizione in quota Udc, Luigi Parziale, critica duramente il ruolo della pubblica assise atripaldese. Nell’ultimo incontro, risalente a qualche giorno fa, all’attenzione dei consiglieri comunali, di rientro dalla pausa estiva, sarebbe infatti stato sottoposto un ordine del giorno di quattro informative. Un menù giudicato poco appetibile dall’ex assessore comunale Parziale. “Il Consiglio perde di quantità e qualità – affonda -. Sedute sempre meno vicine, dove ci si limita ad informare su decisioni già prese in Giunta. Ci hanno sottoposto quattro informative. E le proposte, i voti, i pareri?”. Parziale, nel suo più generale biasimo, ribadisce poi la presa di posizione da lui assunta nel corso dell’ultima assise. Innanzitutto, l’ufficiale proposta di abolire il gettone di presenza per i consiglieri comunali della città del Sabato (“una controtendenza rispetto a quello che succede ad Avellino”). Poi, l’animata querelle, sollevata sempre in Consiglio, relativa al ‘piano traffico’. “Tutto è scaturito -spiega il membro della minoranza- al momento dell’informativa ‘Capannoni ex De Angelis’. Una decisione già presa in Giunta che prevede l’assegnazione, alla ditta privata, della realizzazione di un plesso di circa 60/70 garage, 25 appartamenti e qualche struttura commerciale, con entrata a cupa San Nicola. Senza tenere minimamente in considerazione la leva ‘traffico’ di una strada già di per sé ingorgata”. In qualità di ex assessore al Commercio, al Traffico e alla Segnaletica, prima nell’Esecutivo Piscopo, poi in quello De Simone, Parziale non si risparmia di “mettere il dito nella piaga”. Così, a Capaldo: “E’ stato dato un incarico, da cinque anni, ad un ingegnere per la redazione di un piano traffico di cui ancora non si vede traccia, dietro un anticipo di venti milioni delle vecchie lire. Intanto la Giunta prende decisioni importanti sul fronte della viabilità, senza neanche ancorarsi a relazioni o pareri tecnici. A questo punto, ognuno si prenda le proprie responsabilità”. Un esempio, quello della ex De Angelis, che il consigliere della minoranza tira in ballo per dimostrare che “il Consiglio deve essere un luogo di confronto. Non di informative”. (Antonietta Miceli)


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