Atripalda-Assenteismo:La Sala scettico sulla ricostruzione di Troisi

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Atripalda – Incalzante la linea oppositiva promossa dal consigliere comunale Raffaele La Sala che questa volta, nella sua interpellanza al sindaco di Atripalda Aldo Laurenzano, ha richiamato l’increscioso episodio avvenuto nei locali dell’UTC di Atripalda dove sembra essere stato registrato, nel mese di settembre, un “atto di assenteismo”. Uno spunto tratto dalla ricostruzione fornita dall’assessore Troisi che non ha convinto il consigliere in quanto ricca di “contraddizioni vistose”. “Non esiste alcun dipendente comunale o collega consigliere comunale – ha spiegato – che sia stato artefice di una informativa relativa allo svolgimento dei fatti. In secondo luogo non potevo pensare che il geometra Berardino (coinvolto nell’episodio), noto a me come persona corretta, potesse essere protagonista di una fuga clandestina dal posto di lavoro”.
Sul piano più strettamente politico-amministrativo, dopo aver ribadito “che il comportamento dell’assessore Troisi nella ricostruzione dei fatti è volto ad alimentare un clima di sospetto e di soggezione tra e verso i dipendenti comunali” La Sala ha interpellato il sindaco per conoscere “se, e con quali modalità si sia proceduto nell’accertamento delle presunte ‘responsabilità’ del geometra Berardino; se siano state rispettate tutte le procedure, previste dal vigente contratto nazionale di lavoro e recepite nel regolamento comunale e come si sia, formalmente, concluso tale ‘accertamento’; se non ritenga di richiamare formalmente l’assessore Troisi, ad una maggiore attenzione e prudenza nell’esercizio a distanza delle sue funzioni, evitando indebiti ed illegittimi ‘ascolti non autorizzati’; se non ritenga il sindaco, nell’esercizio del suo superiore ruolo di garanzia, la nomina di un giurì d’onore, che restituisca decoro ai singoli, loro malgrado coinvolti, alle ‘funzioni’, e all’ente Comune, considerato che tale circostanza ha esposto pubblicamente l’assessore Troisi, e con lui tutta l’amministrazione comunale, ad una penosa ‘brutta figura’, lesiva del decoro della ‘funzione’ e della Città”.
In assenza di tempestivi chiarimenti l’intenzione è quella di inviare il documento al Prefetto di Avellino, al Garante della Privacy e alle organizzazioni sindacali.

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