Ariano Irpino – Vicoli e arte, vince il binomio turismo e agricoltura

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Ariano Irpino- Tremila persone a serata, arianesi e non. Novantasette stand in esposizione, più del triplo rispetto alle ultime edizioni. Un carnet ricco e variegato. Entusiasma cittadini ed amministratori il bilancio di Vicoli e arte 2005. Conclusasi lo scorso 11 agosto, la tre giorni di folklore, enogastronomia e cultura ha tenuto alto il termometro del gradimento sul Tricolle. Merito di un cambio di impostazione che, grazie all’apertura della Russo-Anziani, ha permesso questa volta di rendere realmente protagonisti i cunicoli dell’Ariano trascorsa, facendo rivivere le vecchie glorie di località Sambuco. Vicoli incantevoli animati da arte e tradizioni di ogni genere. Sentieri collegati agli attrattori principali dell’Ariano storica, come la Cattedrale, il Museo civico, il Museo della Ceramica, l’ex Giorgione e il centro diocesano. Ecco a riguardo l’intervista all’assessore comunale al Turismo, Giovannantonio Puopolo.

D- Assessore, quale il bilancio di questa edizione di Vicoli e arte?
R- E’ stata una delle più belle edizioni. Una performance davvero originale. Merito sicuramente del cambio di zona che ha visto passare il timone da Guardia a località Sambuco. Il tutto grazie alla nuova bretella Russo-Anziani che ho voluto fosse aperta proprio in occasione di Vicoli e arte. La strada passa infatti proprio sotto la parte vecchia di Ariano: un modo per far rivivere località Sambuco attraverso la riscoperta dei numerosi vicoli di un tempo, via d’accesso rapida e suggestiva per i punti nevralgici del centro storico.

D- Come è stato il giudizio della cittadinanza?
R- Estremamente positivo. Alcuni cittadini si sono anche dimostrati interessati a conoscere le possibilità di investire nei vicoli, magari per aprire bar o punti di ristoro. Un dato significativo è poi quello che interessa la fascia verde: circa il 90 per cento dei giovani non conosceva l’atmosfera di quei cunicoli.

D- Vicoli e arte ha fatto da vetrina per le aziende locali. Quale vantaggio per le produzioni tipiche nel partecipare alla rassegna?
R- E’ stato un valido momento di promozione per l’artigianato locale, dove primeggia la ceramica, e per l’enogastronomia, con gli assaggi del nostro olio Dop e delle ricette tipiche di un tempo: cavaiuoli fritti, zeppole col miele, spezzatino arianese… sapori dimenticati. Ma l’Estate arianese è stato un campo di prova soprattutto per la pratica agrituristica: con l’inizio dell’estate è nata qui la prima associazione di Agriturismi a livello regionale. Un’aggregazione che vede attualmente 12 strutture già operative ad Ariano ed altre 20 in attesa dell’iscrizione all’albo regionale.

D- A proposito di ceramica, cosa si sta facendo per potenziare la produzione di un settore che fa parlare di Ariano anche a livelli internazionali?
R- Al di là del Museo della ceramica, dell’attività di aziende esportatrici anche all’estero e dei negozi presenti sul territorio, stiamo puntando alla ristrutturazione del vecchio ospedale sui Tranesi dove realizzare una scuola ad hoc. Inoltre qui intendiamo riportare in vita le vecchie e famose fornaci.

D- Per quale ragione la manifestazione è stata patrocinata dagli assessorati al Turismo e all’Agricoltura?
R- Ariano ha sempre vissuto di agricoltura. E’ la sua principale vocazione, quella che si deve valorizzare per creare turismo. E’ poi un grande comune, che dista solo un’ora da Pompei ed Ercolano e rappresenta un’interessante fonte di incoming per turisti stranieri interessati al sempre più gettonato pacchetto mare-montagna.

D- Lei è un rinomato esperto di incoming oltre che assessore comunale. Quali sono, a suo parere, le basi concrete della ricettività ad Ariano?
R- Di strutture ricettive ce ne sono, basti pensare all’Incontro o al Kristall. Ma quello a cui puntiamo con grande attesa è il ritorno sulla piazza dell’ex Giorgione.
(Antonietta Miceli)

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