Alto Calore Patrimonio, parola d’ordine: modernizzazione

16 Dicembre 2005

Serino – Un atteso e necessario rilancio. Un tangibile adeguamento alle nuove esigenze: parte la modernizzazione del Consorzio Interprovinciale Alto Calore. Un programma di sviluppo che prende origine da una serie di interventi legislativi strutturati nella Legge Finanziaria 2002 che fornisce nuovi indirizzi al posizionamento strategico delle ‘utilities’. Scopo delle disposizioni quello di definire un nuovo quadro gestionale del sistema integrato delle acque, dalla sorgente alla depurazione e al riciclo, per ammodernare le strutture ed ottimizzare i servizi, separando la proprietà delle reti della gestione del servizio e prevedendo, inoltre, dopo un periodo transitorio, una gara europea per l’affidamento. Tanti tasselli messi insieme nella due giorni organizzata dall’Alto Calore che ha aperto i lavori questa mattina a Serino. Sergio Papa, Roberto Fazioli, Giuseppe De Mita, Franco Perasso, Massimo Gilardetti, Rosanna Repole, Renato Guerzoni, Andrea Furlano, Alfonso Castellano, Giorgio Brera, Paolo Matino, Vincenzo Zoppoli, Walter Palermo: tante competenze unite per illustrare le strategie e l’innovazione nella gestione delle Infrastrutture e i Patrimoni pubblici. “Seguendo le attuali tendenze organizzative la maggior parte delle grandi e medie società industriali e dei servizi, dotate di patrimoni immobiliari ed infrastrutturali, hanno da tempo separato proprietà e gestione in quanto le attività di manutenzione straordinaria, adeguamento ed ammodernamento del patrimonio rappresentano una importante attività specifica che rischia di essere trascurata quando si accompagna alla prevalente attività di gestione industriale. La Società Patrimoniale, cassaforte degli immobili e delle reti, ha come primo ma non unico scopo proprio quello di gestire e valorizzare il patrimonio pubblico locale. Un patrimonio tratto dal conferimento di beni delle reti e degli impianti del Consorzio Idrico sia dai Comuni che dalle Regioni che hanno interesse a liberarsi dei cespiti acquedottistici. La forma prevista per la società patrimoniale potrà dare luogo ad una efficace gestione finanziaria e fiscale in grado di apportare non pochi vantaggi quali, ad esempio, lo scorporo dell’Iva. Non è secondario, in questo schema, che la società di gestione dovrà condurre una gestione valutata in termini di efficienza e di economia. In questo modo essa dovrà progettare e realizzare un bilancio che consenta non solo di coprire i suoi costi di gestione ma anche di corrispondere un canone alla società che provvederà ad effettuare le operazioni di manutenzione straordinaria, ammodernamento e gestione degli immobili e delle reti stesse”. Dalla riforma societaria ai dati irpini: “Nel patrimonio dell’Alto Calore ‘Patrimonio e Infrastrutture’ sono già confluiti i beni immobili e le reti di proprietà del Consorzio per un importo di oltre 96 milioni di euro. Un patrimonio che si incrementerà nel tempo attraverso i beni versati dai Comuni soci. Questo processo porterà alla costituzione di una azienda forte e altamente patrimonializzata a cui spetterà svolgere un’efficace politica finanziaria imperniata sull’asset management e sulla valorizzazione del patrimonio pubblico locale. Infine l’azione combinata delle due Società porrà le basi tecniche e finanziarie per il lancio di una nuova filiera industriale dall’alto impatto tecnologico e con vantaggiose ricadute occupazionali sul territorio. Il lavoro compiuto dall’Alto Calore Patrimonio nell’arco di questo primo mandato ha consentito di individuare, censire e gestire il grande patrimonio composto da immobili, terreni, infrastrutture e reti facendolo emergere dall’oblio”. Novità, per concludere, dal punto di vista prettamente organizzativo: si avvia operativamente una nuova Spa, pariteticamente partecipata da Alto Calore Patrimonio e BluEnergy, società a prevalente capitale pubblico, che ha iniziato ad operare nel campo della commercializzazione dell’energia termica ed elettrica operando nel libero mercato con politiche competitive e prezzi vantaggiosi. (di Manuela Di Pietro)


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