Alcool e tabacchi, divieto di vendita e somministrazione ai minori di 18 anni: la nota di Confcommercio Ariano

Alcool e tabacchi, divieto di vendita e somministrazione ai minori di 18 anni: la nota di Confcommercio Ariano

18 Giugno 2021

La nota di Nicola Grasso, Confcommercio Ariano: “I pubblici esercizi già penalizzati dalla difficile crisi congiunturale si trovano a dover affrontare quotidianamente il problema della richiesta di bevande alcoliche da parte dei minori.   Per Nicola Grasso, responsabile della Confcommercio di Ariano Irpino, il fenomeno è in continua crescita nonostante le azioni intraprese negli ultimi anni per sensibilizzare i giovani sui problemi alcol-correlati.    “Numerosi incontri sono stati organizzati con le forze dell’ordine, unitamente agli esercenti, per tentare di arginare quella che è una richiesta sempre più pressante da parte dei ragazzi sotto i 16 anni che cercano di ottenere bevande alcoliche anche andando a comprarle direttamente nei supermercati. La recente normativa ha trasformato i gestori dei pubblici esercizi e dei negozi alimentari in controllori, perchè li autorizza a chiedere un documento valido per  verificarne l’età. Ciò nonostante, il più delle volte, i giovani tentano di aggirare  l’ostacolo dichiarando un’età maggiore basandosi anche sull’aspetto fisico, o esibendo un documento di altra persona maggiorenne”. “ I giovani – sottolinea ancora Grasso – pur di bere non si rendono conto che mettono in serie difficoltà  l’esercente che magari per una svista rischia di vedere compromessa la propria attività”.   Stessa cosa vale per la vendita e somministrazione di prodotti del tabacco ai minori di 18 anni (e non più di sedici). Anche in questo caso se c’è il dubbio sull’età dell’acquirente,  il rivenditore è obbligato a chiedere un documento di identità prima di vendere il prodotto. Gli stessi distributori automatici devono essere adeguati alla lettura dei documenti anagrafici. Ora più che mai – spiegano alla Confcommercio – è necessario il richiamo al rigoroso rispetto delle regole, soprattutto in un panorama complesso come quello attuale, in cui si registrano fenomeni di bullismo tra minori, molte volte legato anche al consumo di alcolici. Resta inteso che il fenomeno deve essere affrontato, in maniera radicale,  a monte delle attività commerciali, agendo nelle famiglie e nei luoghi di ritrovo dei giovani. La Confcommercio raccomanda la massima attenzione degli esercenti affinchè l’eventuale errore di un singolo imprenditore non comprometta l’immagine della categoria”.