Agguato di contrada Quattrograna, la verità degli indagati

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Agguato di contrada Quattrograna, la verità degli indagati. Sono previsti per domani mattina gli interrogatori delle cinque persone che, martedì scorso, sono state arrestate per il tentato omicidio del 26enne avellinese Alessio Romagnuolo.

Il 35enne Sebastiano Sperduto di Avellino, il 29enne Yuri Perrino di Atripalda, Marco Frasca (31 anni di Mercogliano), Maurizio Di Gaeta, 42enne di Mercogliano ed il 37enne atripaldese Cristian Saggese, dovranno rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari Paolo Cassano.

Sono accusati di tentato omicidio in concorso, minaccia aggravata, detenzione e porto abusivo di armi o strumenti atti all’offesa. Sono stati arrestati, come si ricorderà, nell’ambito dell’operazione condotta dai carabinieri della stazione di Avellino con il supporto tecnico dei colleghi del comando provinciale, coordinata dal Pubblico Ministero della Procura, Vincenzo Toscano.

Ovviamente non è detto che i cinque risponderanno alle domande, se ne saprà di più domani mattina. Sebastiano Sperduto, Maurizio Di Gaeta e Yuri Perrino sono tutti e tre difesi dall’avvocato Santamaria, Cristian Saggese dall’avvocato Alfonso Chieffo, Marco Frasca dall’avvocato Claudio Mauriello.

I cinque, secondo le accuse, il 19 ottobre del 2021, andarano sotto casa di Romagnuolo per ammazzarlo. Una vendetta perché, pochi giorni prima, il 26enne (che si trova agli arresti domiciliari) era andato all’Ultrabeat Cafè, locale di via Cannaviello – zona Tuoro Cappuccini -, con il suo amico Claudio Ferrante per sparare a Sperduto. Un fatto, quest’ultimo, che Romagnuolo doveva pagare con il sangue, un affronto che non poteva restare impunito.

La mattina del 19 ottobre a sparare, stando alle ricostruzioni, fu Frasca. I complici, invece, con mazze di ferro e da baseball, circondarono l’abitazione di Romagnuolo, contro il quale furono esplosi tre colpi di pistola ad altezza uomo. Il 26enne riuscì a scappare e a mettersi in salvo.