Acp – Fierro: “Da Maselli uno stimolo positivo per andare avanti”

0
206

E non si è fatta attendere la risposta del presidente dell’Alto Calore Patrimonio Lucio Fierro. Riceviamo e pubblichiamo:

“Il Presidente Maselli mi invita a fare squadra perché è una iniziativa utile, quella per l’impianto di trattamento della porzione umida di RSU a Pianodardine non venga insabbiata dalla querelle dei due progetti presentati rispettivamente dall’Acs e dall’Acp che rappresento. Il parere del Consiglio d’Amministrazione dell’Acp è da tempo noto: con una mia lettera che data già da alcuni mesi avevamo proposto che le due società gemelle lavorassero assieme per confluire su un unico progetto con cui evitare le diatribe incomprensibili di una doppia progettazione da parte di due società, peraltro di proprietà dei medesimi soci. Su questo sono stati avviati contatti diretti: il primo con il presidente Maselli; il secondo con due membri del CdA dell’Acs a tale scopo incaricati. In quella sede avevamo avanzato qualche perplessità in ordine all’ipotesi di rimetterci al giudizio tecnico regionale sulla validità dei progetti di modo che il progetto prescelto fosse quello migliore per le soluzioni tecniche proposte e per i costi esposti. Avevamo perciò convenuto tutti, rappresentanti dell’Acp e dell’Acs che si mettesse al lavoro un gruppo tecnico misto delle due società per determinare un terzo progetto, quindi ascrivibile ad entrambe le società, entro il quale far confluire le soluzioni migliori dal punto di vista tecnico e finanziario anche per rimuovere possibili ragioni di future incomprensioni derivanti dalla ascrizione all’una o all’altra società della paternità del progetto prescelto. Ma la ragione più importante era e resta che il chiarimento sul progetto di trattamento dei rifiuti solidi fosse la base per un più complessivo chiarimento sul “chi fa cosa” che è la vera questione aperta e non risolta a cinque anni dalla scissione in due del vecchio Consorzio, non potendo nessuno immaginare che dalla proprietà delle reti, attribuita all’Acp, non discendano le competenze tipiche del proprietario e che, diverse da quelle del gestore, sono alla base dello stesso progetto di Pianodardine. D’altro canto, la stessa nota del presidente Maselli non scioglie la questione.
Eppure essa pareva fosse stata risolta definitivamente da una comunicazione del presidente Madaro. Con tale nota la linea di discriminazione fissata è quella che spetti alla società proprietaria delle reti la progettazione, l’acquisizione dei finanziamenti e la realizzazione delle opere impiantistiche e spetti invece alla società di gestione ogni e qualunque atto riguardi il corretto funzionamento della distribuzione idrica. L’Acp non rivendica affatto funzioni che sono dell’Acs, nè compiti che possano legittimarne la sopravvivenza. Le esigenze che abbiamo posto sono, infatti, funzionali a favorire l’affidamento diretto del servizio all’Acs ed a determinare le migliori condizioni di controllo pubblico del sistema acque. Perciò abbiamo ritenuto necessario superare la situazione determinata da uno scorporo che ha conservato nell’Acs mezzi, strumenti e funzioni che erano propri della Patrimoniale o da una inopinata erosione persino delle competenze residue, operata soprattutto negli ultimi tempi, attraverso una pratica di attribuzione all’Acs anche del poco che pure era stato riconosciuto alla Patrimoniale con accordi debitamente sottoscritti. Perciò abbiamo perseguito e perseguiamo la definizione di un accordo globale che consenta a ciascuna delle due società di fare la propria parte nell’interesse dell’utenza e del territorio. Anche a noi stanno a cuore le sorti dei dipendenti dell’Acs e di questo abbiamo inteso farci pienamente carico immaginando che, anche con il riconoscimento all’Acp pieno e totale delle funzioni tecniche in materia di progettazione ed esecuzione dei lavori l’Aco dovesse decidere di servirsi in via esclusiva come sua agenzia tecnica dell’Acs stesso di modo che fossero valorizzate le professionalità esistenti e non venisse depauperato il bilancio di tale società. Noi, nei rapporti con la Regione Campania abbiamo respirato un bisogno di chiarimento; non lo abbiamo vissuto la pressione come ostilità ma come sollecitazione positiva a rimuovere una condizione di ambiguità che non favorisce le stesse decisioni regionali a supporto del sistema acquedottistico irpino-sannita. Considero la lettera del Presidente Maselli uno stimolo positivo ad andare avanti, oltre che un contributo al chiarimento delle questioni aperte. Apprezzo la disponibilità espressa e riconfermo che con un confronto vero e leale non esistano ostacoli di sorta a superare l’attuale situazione di impasse”
.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here