A causa dei debiti, irpino uccide la moglie e poi si suicida

12 Novembre 2005

Per più giorni ha manifestato di voler porre fine alla sua esistenza. Una decisione, drastica, perché soffocato dai debiti: a 250mila euro ammonterebbe la somma complessiva. Era consapevole di non essere in grado di far fronte al pagamento di ingenti somme di denaro per crediti accumulati in più Banche. Nonostante i segnali, nessuno è accorso in suo aiuto e nessuno, dunque, è riuscito ad ostacolarlo nel raggiungimento del suo ‘obiettivo’: un drammatico epilogo giunto dopo l’ennesima lettura dei libri contabili – i documenti sono stati ritrovati dagli inquirenti sul tavolo della cucina. In uno dei faldoni i Carabinieri hanno rinvenuto la brutta copia di una lettera indirizzata al direttore di un Istituto di Credito al quale l’imprenditore edile chiedeva un’ulteriore dilazione dovendo restituire alla Banca 80mila euro mentre ne aveva a disposizione soltanto 50mila, prestati da un cugino di Torino. L’istituto di Credito gli avrebbe negato il rinvio della scadenza del pagamento-. Il suicida è Pellegrino Di Iorio, piccolo imprenditore edile originario di Avellino ma residente, con la sua famiglia, da anni, ad Adria in provincia di Rovigo. La tragedia si è consumata in piena notte: la consorte stava riposando quando Pellegrino Di Iorio ha premuto il grilletto del fucile Beretta calibro 12. Un solo colpo è stato ‘sufficiente’ per ucciderla: il proiettile si è conficcato nel fianco, appena sotto al seno. Secondo quanto sarebbe emerso da una prima ricostruzione della tragedia, l’uomo si sarebbe recato nel bagno, – i Carabinieri hanno rinvenuto sul pavimento della stanza la cartuccia vuota utilizzata per l’omicidio – dove avrebbe ricaricato la sua pistola per uccidersi, ed è ritornato nella camera da letto. Si è seduto accanto al corpo senza vita della moglie – il cadavere dell’imprenditore è stato trovato infatti sul talamo nuziale – ed ha puntato la rivoltella verso l’alto sparandosi al petto: un solo proiettile che l’ha trafitto al cuore.


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