A Caposele il centro culinario e gli alloggi popolari

1 Gennaio 2006

Caposele – Le note stonate del Consiglio non oscurano il lavoro amministrativo di Giuseppe Melillo. Il bilancio di tutto il 2005, tracciato dal numero uno è, a grandi linee, più che positivo. “Quest’anno amministrativo – ha spiegato Melillo – è stato attraversato da fibrillazioni interne che hanno turbato l’operato di questa gestione comunale. Tutto sommato, in ogni gruppo dirigenziale, le tensioni sono all’ordine del giorno. Superando le incomprensioni in nome del bene collettivo, raggiungeremo le condizioni per poter andare avanti”. Il nuovo anno si aprirà con importanti novità in campo edilizio-popolare. 106 alloggi comunali saranno realizzati in quattro diverse aree del paese per adempiere alle richieste di quei cittadini che, a distanza di 25 anni dal terremoto, necessitano ancora di una casa. Ma il progetto che desta maggiore interesse è sicuramente il centro espositivo di prodotti tipici locali dei 21 Comuni della valle del Terminio: Bagnoli Irpino, Calabritto, Cassano Irpino, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Chiusano San Domenico, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Montella, Montemarano, Nusco, Paternopoli, Salza Irpina, San Mango sul Calore, Sant’Angelo all’Esca, Senerchia, Sorbo Serpico, Taurasi, Volturara Irpina. “Si tratta – continua il sindaco – di una mostra permanente dei principali prodotti gastronomici caratterizzanti le nostre comunità. Ogni Comune partecipante avrà un proprio angolo espositivo in cui verrà illustrata la particolarità del luogo e la tradizione che lo accompagna. È una iniziativa finalizzata anche all’incentivazione del turismo, che in Irpinia è ancora allo stato primordiale per servizi ed offerte”. Tra le peculiarità culinarie di Caposele spiccano l’Amaretto di nocciole, tipico dolce locale, e la ‘Matassa’, un esclusivo formato di pasta fatta a mano molto simile alle comuni fettuccine. “La nostra terra è ricca di gustose pietanze. Questa sorta di museo gastronomico vuole raccogliere la testimonianza di una viva tradizione culinaria che attraversa un territorio di ben 21 Comuni”. (di Marianna Marrazzo)


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