Verso le regionali – Di Cecilia: “La Campania ha bisogno di un moderato, Caldoro è il profilo giusto”

Verso le regionali – Di Cecilia: “La Campania ha bisogno di un moderato, Caldoro è il profilo giusto”

22 Giugno 2020

Michele De Leo – “La mia è una valutazione attenta, senza particolari aspirazioni e ambizioni personali, finalizzata a comprendere se una mia candidatura possa essere funzionale ad un progetto di crescita non solo del centrodestra ma, anche e soprattutto, delle aree interne”. Il consigliere provinciale – già sindaco di Sturno – Franco Di Cecilia potrebbe essere nuovamente ai nastri di partenza – in quota Forza Italia – della corsa per una poltrona del parlamentino regionale dopo la brillante affermazione del 2015 quando – forte di oltre 6mila preferenze – sfiorò l’elezione.
Di Cecilia, nella precedente consultazione rimase escluso dal consiglio regionale a causa della sconfitta del candidato presidente che lei sosteneva. Cinque anni dopo, il centrodestra appare ancora in difficoltà, soprattutto nel concordare lo sfidante dell’uscente Vincenzo De Luca.
Arriviamo con colpevole ritardo alla definizione del candidato presidente, pur con la certezza che c’è ancora tempo per smascherare le bugie e le mistificazioni di De Luca, soprattutto nella gestione dell’emergenza sanitaria. La sovraesposizione mediatica di De Luca dovrà fare i conti con la realtà dei fatti, che dimostrerà il bluff.
Il nome più accreditato per sfidare il Governatore uscente sembra essere ancora quello di Stefano Caldoro. Cosa ne pensa?
Caldoro è un amministratore trasparente, un politico di lungo corso che conosce i problemi della Campania ed ha già battuto De Luca. Per noi, è importante che venga individuato un profilo moderato: pur puntando in maniera ineludibile all’unità del centrodestra, è chiaro che la Campania non è ancora pronta ad accogliere un candidato non moderato. Caldoro è il profilo ideale.
Gli accordi di coalizione, del resto, prevedono che l’indicazione del candidato sia una prerogativa di Forza Italia.
Se Forza Italia non dovesse individuare il candidato presidente della Campania, correrebbe il rischio di non toccare palla nel toto candidature. Il comportamento di Salvini, invece, non è spiegabile: per un vantaggio di parte, relativo alla visibilità o per dare soddisfazione a qualche malpancista al proprio interno, non dimostra capacità di coalizione e cultura di Governo.
Caldoro viene visto, però, come un nemico delle aree interne, dedito al napolicentrismo.
In realtà, sugli ospedali ha attuato il piano Zuccatelli, che è eredità dell’amministrazione Bassolino. Peraltro, sia la struttura di Bisaccia che quella di Sant’Angelo dei Lombardi hanno avuto un futuro grazie alla diversificazione dell’offerta sanitaria. Il problema dei forestali, poi, non è stato risolto neppure da De Luca, mentre bisogna sottolineare che, durante l’amministrazione Caldoro, nemmeno un metro quadrato di territorio irpino è stato destinato a discarica. Se parliamo di napolicentrismo, poi, non possiamo non evidenziare il salernocentrismo di De Luca che ha invaso persino i reparti ospedalieri di professionisti che non sono irpini.
La sua è una bocciatura dell’operato dell’amministrazione uscente?
Assolutamente. In maniera ancora più netta da uomo delle aree interne.
Eppure, De Luca può fregiarsi di aver dato il via al progetto pilota per l’alta Irpinia.
Si tratta di un progetto pensato e pianificato durante gli anni di Governo Caldoro, che ha assicurato pure i primi finanziamenti. Oggi, nonostante cinque anni di amministrazione De Luca, rimane ancora nella sua fase progettuale: non sono stati fatti passi in avanti.
Il presidente uscente, però, sembra partire con i favori del pronostico. Perché nessuno del centrodestra, durante il periodo emergenziale, ha provato a limitare quella che definite sovraesposizione mediatica?
Caldoro ci ha provato ma nessuno garantisce visibilità. De Luca fa notizia soprattutto per i toni e non certo per i contenuti modesti e alle volte non veritieri. Se dovesse fare riflessioni acute e pensare alla sobrietà amministrativa rivelerebbe tutti i suoi limiti. La Campania ha bisogno di una figura diversa, anche sobria ed elegante.