NAPOLI- Presso il Salone dei Busti di Castel Capuano si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario della Corte d’Appello di Napoli, alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano e delle autorità civili, militari, religiose, degli operatori della giustizia e di numerosi studenti delle scuole del Distretto. Nel suo intervento, la Presidente della Corte ha richiamato “il complesso scenario internazionale, segnato da conflitti armati, instabilità geopolitiche e nuove forme di tensione sociale”, sottolineando come “tali fenomeni interpellino direttamente le istituzioni democratiche e rendano centrale il ruolo della giustizia quale presidio di pace civile”.
Richiamando i valori fondanti della Costituzione e, in particolare, l’articolo 11, ha ribadito che “la pace, la dignità della persona, l’uguaglianza e la tutela dei diritti inviolabili costituiscono il fondamento imprescindibile di ogni comunità civile”. Nel delineare la funzione giurisdizionale come artigianato della pace, la Presidente ha sottolineato come “ogni decisione giudiziaria rappresenti un atto di pacificazione, fondato sull’equilibrio tra rigore e umanità. In tale prospettiva si collocano anche gli istituti della giustizia riparativa, gli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie e le politiche di reinserimento sociale delle persone detenute, rispetto alle quali la Corte impegnata in specifici protocolli con le istituzioni e il mondo produttivo”. Ampio spazio è stato dedicato all’illustrazione dei dati dell’anno giudiziario 2024–2025 (1° luglio 2024 – 30 giugno 2025), che attestano un significativo incremento della produttività della Corte e una riduzione delle pendenze in tutti i settori. Nell’anno giudiziario 2024-2025, nel settore civile, la Corte d’Appello ha registrato il maggior numero di procedimenti definiti e di sopravvenienze rispetto a tutte le altre Corti sia in termini assoluti che per singolo magistrato. Sebbene le sopravvenienze siano aumentate di oltre 1.000 procedimenti rispetto alle iscrizioni registrate nel precedente anno giudiziario (le iscrizioni dal 1.7.2024 al 30.6.2025 sono state per il settore di 10.069 nuovi procedimenti rispetto alle 8.982 dell’anno 2023-2024), si è avuto un fortissimo incremento delle definizioni, che sono state non solo superiori alle sopravvenienze del periodo di riferimento, ma ulteriormente aumentate rispetto a quelle già significative dell’anno precedente, il che ha consentito di ridurre marcatamente le pendenze finali, riducendo sensibilmente l’arretrato e di avvicinare l’ufficio alla realizzazione degli obiettivi dettati dal PNRR. Le definizioni registrate nell’anno 2024-2025, infatti, sono state pari a 11.139 procedimenti, rispetto alle 9.320 registrate nell’anno giudiziario 2023-2024. Tale notevole capacità definitoria ha consentito di ridurre ulteriormente le pendenze finali, passate da 20.838 del 30.6.2024 a 19.888 del 30.6.2025. Il trend notevolmente positivo è proseguito anche nel secondo semestre del 2025, atteso che, a fronte delle 4.146 ulteriori sopravvenienze registrate tra il 1.7.2025 e il 31.12.2025, le definizioni del secondo semestre 2025 sono state pari a 5.183, con un ulteriore abbattimento delle pendenze finali, attestate a dicembre 2025 a 19.111. Dai dati emerge, altresì, che l’arretrato rilevante ai fini PNRR definito al 31.12.2025 è stato pari all’81,1% del risultato atteso entro il 30 giugno 2026, pendendo ancora 5.375 procedimenti di arretrato rilevante (iscritti fino al 2022) rispetto ai 48.376 del 2019.
Quanto al Disposition Time, al 31.12.2025, la riduzione è stata pari al – 31,1%, con una durata di 548 giorni rispetto ai 795 del 2019. Nel settore civile, lavoro e volontaria giurisdizione del Distretto si è concretizzato, soprattutto nei grandi Tribunali, un aumento delle sopravvenienze rispetto all’annualità precedente. Complessivamente si sono registrate 123.610 iscrizioni e dunque più di 5000 rispetto all’anno precedete (118.334). Le definizioni sono state, comunque, maggiori delle sopravvenienze attestandosi sulle 126.651, cosicché si è registrata una diminuzione delle pendenze finali complessive di circa 3.000 processi (146.734 al 30.6.2025), con un leggero abbattimento del disposition time.
Sul versante della Corte di Appello – Sezione Lavoro, l’annualità considerata evidenzia risultati di particolare rilievo. Le pendenze passano da 6.176 (al 01.07.2024) a 4.868 (al 30.06.2025), a fronte di 3.341 sopravvenuti e 4.560 definiti, con CR 136% e DT 389,65 giorni.
Nell’anno giudiziario 2024/2025 anche il Settore penale della Corte di Appello di Napoli ha raggiunto risultati particolarmente significativi. Il complessivo aumento produttivo, con la contemporanea riduzione delle sopravvenienze (sopravvenuti nell’anno: 9.944 – definiti: 22.954), ha determinato, infatti, una marcata riduzione delle pendenze finali da 37.599 a 24.589, con una variazione pari a -34,6% (-13.010 in valore assoluto). La riduzione delle pendenze ha riguardato soprattutto le sezioni ordinarie di Appello, con una variazione pari a -34,8% (pendenze iniziali 37.426 – sopravvenuti 9.719 – definiti 22.736 – pendenze finali 24.409).
La Corte di Assise di Appello ha definito, nel biennio 2024–2025, 164 procedimenti, di cui 93 relativi a delitti commessi in contesto camorristico, a fronte di un numero di sopravvenienze più che doppio rispetto alle Corti di Roma e Milano e più che triplo rispetto a quella di Palermo.
Le pendenze complessive – al netto dei procedimenti GIP/Ignoti – dei Tribunali del distretto hanno registrato una lieve diminuzione, passando da 78.878 a 77.585 fascicoli, con una variazione pari a -1,64%.
Riguardo la violenza di genere, in Corte, è stato registrato un significativo incremento dei procedimenti: nel primo semestre 2025 i procedimenti sopravvenuti sono stati 1.314 e quelli definiti 2.176, con aumenti rispettivamente del 48,81% e del 28,53% rispetto al primo semestre 2024. In tale contesto si collocano l’istituzione dell’Osservatorio distrettuale sulla violenza di genere e domestica e l’apertura di spazi di ascolto dedicati alle vittime di reato. Rilevante anche l’attività della Sezione Misure di Prevenzione, con numerose confische antimafia che hanno sottratto ingenti patrimoni ai clan camorristici. Va menzionato, inoltre, il rilevante impegno della Sezione Misure di Prevenzione della Corte che ha definito 57 confische patrimoniali antimafia che hanno colpito i principali clan camorristici campani, sottraendo alla criminalità organizzata beni per valori stimati in diversi milioni di euro, tra immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie. La Sezione ha inoltre gestito 141 misure di prevenzione personali, con attenzione al crescente fenomeno della violenza di genere e domestica, nonché casi di terrorismo di matrice eversiva. In ambito internazionale sono stati trattati 37 mandati di arresto europeo, 12 estradizioni e 258 riconoscimenti di sanzioni pecuniarie straniere. Particolare attenzione è stata riservata alla giustizia minorile, segnata da un forte aumento delle sopravvenienze e da fenomeni di devianza sempre più complessi. Il Tribunale per i Minorenni di Napoli ha registrato un raddoppio dei procedimenti dibattimentali, passati da 226 a 448, con un aumento di episodi di violenza, anche grave, e di condotte devianti legate all’uso di armi bianche e alla criminalità organizzata.
Si registra, inoltre, un aumento degli omicidi e delle violenze sessuali di gruppo. Ulteriore dato particolarmente allarmante, e per certi versi inedito, è rappresentato dalla commissione, da parte di soggetti minorenni, di reati con finalità di terrorismo o di eversione, realizzati anche attraverso l’utilizzo delle risorse presenti in rete, che facilitano processi di radicalizzazione rapida e autonoma, sottratti ai tradizionali canali di controllo sociale e familiare. Sono in corso percorsi di prevenzione e contrasto al cyberbullismo cui partecipano attivamente i giudici del Tribunale dei Minorenni di Napoli; è stato, altresì, avviato, dalla Corte di appello e dalla Presidente del Tribunale dei Minori, un confronto con la Polizia postale e l’Ufficio scolastico regionale ai fini della realizzazione di cicli di incontro con gli studenti sempre finalizzati alla prevenzione del fenomeno e alla protezione dei minori da ogni forma di abuso e sfruttamento on line. Per ciò che concerne la Magistratura di Sorveglianza, dall’analisi dei dati emerge un numero ancora molto elevato di sopravvenienze, pari a 43.424 procedimenti, presso l’Ufficio di Sorveglianza di Napoli. A fronte di tale afflusso sono stati emessi 40.323 provvedimenti, circostanza che non ha tuttavia impedito l’aumento delle pendenze, salite a 33.023 rispetto alle 29.902 dell’anno giudiziario 2023/2024.
Sul fronte dell’Amministrazione penitenziaria, nel Distretto risultano complessivamente 6.909 soggetti detenuti, di cui 5.127 in istituti penitenziari, 30 internati presso le REMS e 52 internati in Casa di Lavoro. Al 31 ottobre 2025 risultano presenti all’istituto “G. Salvia” di Napoli – Poggioreale ben 2155 detenuti, a fronte di una capienza di 1611 persone. Una percentuale di sovraffollamento di oltre il 74%. Situazioni allarmanti si rilevano anche presso il carcere “P. Mandato” di Secondigliano e presso la struttura “F. Uccella” di Santa Maria Capua Vetere. A tal riguardo, a sostegno dell’occupazione esterna, le aziende convenzionate con le Direzioni del Distretto hanno provveduto a effettuare 114 assunzioni. La Corte ha sottoscritto protocolli con le Direzioni degli istituti di Poggioreale e Secondigliano, impegnando detenuti in attività di riordino e scarto dei documenti. Sono in corso progetti che valorizzano la formazione e il lavoro come strumenti concreti di inclusione, responsabilizzazione e prevenzione della recidiva. La Presidente ha infine richiamato “le carenza strutturali e di organico legate agli Uffici del Giudice di Pace”, ribadendo la necessità di un rafforzamento delle risorse. Nei 39 Uffici del Distretto, di cui 24 a carico di Enti Locali, risultano pendenti, nel settore civile, ben 452.894 procedimenti, a fronte di 156.192 sopravvenienze e di 165.871 definizioni. La carenza di personale e la mancanza delle più elementari norme di sicurezza ha condotto al sequestro penale della palazzina che ospitava l’Ufficio del Giudice di Pace di Marano e alla conseguente sospensione delle attività, con procedura di chiusura in corso da parte del Ministero della Giustizia. Anche altri Uffici del Distretto in gestione comunale sono caratterizzati da una cronica carenza di personale amministrativo, che impedisce una stabilità organizzativa. Allo stesso modo, anche gli uffici ministeriali, presentano scoperture che ne pregiudicano il buon funzionamento. Per ciò che concerne la magistratura onoraria, l scopertura dell’organico distrettuale, che prevede 616 posti di giudice onorario di pace, è molto rilevante, arrivando a 421 posti. Si è avuta una lieve flessione delle sopravvenienze del 6,33% (da 153.675 a 155.819) e le definizioni sono diminuite nella misura dell’11,71% (da 188.543 a 165.871).La Corte ha al riguardo istituito un Osservatorio distrettuale, con la partecipazione dei Presidenti di Tribunale, dei Dirigenti amministrativi e dei Presidenti dei COA, proprio al fine di analizzare le criticità di questa giustizia dimenticata, eppure così vicina.
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