Vincenzo tra pianti e singhiozzi: “Non volevo uccidere mio fratello”

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La salma del fratello Carmine è ferma in obitorio, Vincenzo Gallo invece in questo momento è nelle fredde celle di Bellizzi. Viso provato, pianto a dirotto, una scena che fa tenerezza. Viene convocato dal giudice Riccardi per l’interrogatorio. L’omicida, dopo tre giorni spiega la sua versione.
Quel momento di follia, i colpi esplosi dalla pistola hanno ucciso suo fratello. “Non volevo farlo, la pistola era sua e ho sparato per difendermi. E’ successo in un momento di rabbia, perché avevo saputo che frequentava pregiudicati e volevo rimproverarlo”.

Le prime dichiarazioni non smuovono il gip. Per Vincenzo Gallo di Monteforte c’è la convalida d’arresto e la misura in carcere. Gli inquirenti, intanto sono ancora alla ricerca della pistola. Nei pressi del ponte della Variante, luogo indicato da Gallo quando si è costituito non è stato trovato ancora nulla. Le ricerche proseguono, da domani si attiveranno nell’area anche azioni di disboscamento. Dalla pistola infatti si potrà risalire alle impronte digitali, per ricostruire la vicenda e capire fino in fondo chi in quel momento di pura follia avesse l’arma: Carmine oppure Vincenzo.

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