VIDEO / Pietrastornina, Ciardelli ricorda i 30 giovani morti per incidenti stradali o tumori. E arriva il defibrillatore

0
456

Alfredo Picariello – I palloncini bianchi della memoria, sono volati in cielo dalla piazzetta dei ricordi. In quella piazza, soprattutto le sere d’estate, i giovani si riunivano sotto un tiglio. Dal 1978 ad oggi, a Ciardelli, piccola frazione di Pietastornina, sono morte circa 30 persone, la maggior parte delle quali giovani. Sono morti per incidenti stradali oppure per tumore. Tragiche fatalità che in un posto come Ciardelli, a due chilometri da Pietrastornina, hanno pesato e pesano come macigni. Qui, a 443 metri sul livello del mare, 134 abitanti, si conoscono tutti.

E allora, è normale che il ricordo sia sempre vivo. Quelle persone sono scolpite nella memoria di tutti. Per questo motivo questa sera, tutta Pietrastornina ha voluto ricordare le persone morte di Ciardelli. Prima con una Santa Messa, celebrata dal nuovo parroco, Don Giovanni Panichella, nella chiesa di San Pietro Apostolo. Poi con un convegno, una tavola rotonda, dal titolo: “Sicurezza, prevenzione e legalità: le strade per la vita”. Più di un covegno, una riflessione molto cogente su temi molto importanti.

Il tutto nel salone parrocchiale dedicato a Damiano Ciardiello e Cosimo Di Dio. “Furono i nostri primi due giovani a morire”, ricorda il sindaco di Pietrastornina, Amato Rizzo. “Era il 1978, io avevo 18 anni. Fu un dolore enorme, eravamo tutti amici. Per questo motivo, il Comune ha voluto denominare la piazza dove ci incontravamo tutti Piazzetta dei ricordi. Il ricordo di tutti i nostri morti è indelebile, è giusto non dimenticare. In ogni famiglia di Ciardelli c’è stata una disgrazia, ognuno di noi ha perso un figlio, una moglie, un marito, un fidanzato, un parente”.

Il sindaco ha annunciato che la clinica Montevergine donerà un defibrillatore di alta tecnologia alla frazione. La prevenzione è la parola d’ordine, lo ricorda in primis Matteo Piantedosi, capo di Gabinetto del ministero dell’Interno. Lo sottolineano tutti gli altri intervenuti: Don Giovanni, l’avvocato Biancamaria D’Agostino, Carlo Iannace e Antonio Coppola, presidente dell’Aci Campania.

Proprio Coppola ricorda che l’educazione stradale deve partire dalle scuole, cosa che, purtroppo, non sempre avviene. “Avellino – sottolinea – è la provincia che presenta i maggiori incrementi di incidenti stradali”.