VIDEO / Il quadro a tinte fosche di Ciambriello: “Del carcere non se ne fotte nisciuno”

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“Del carcere non se ne fotte nisciuno, è una discarica sociale, i politici lo hanno rimosso”. Pensieri e parole forti ma che danno la cifra esatta delle condizioni di vita negli istituti di pena della provincia di Avellino. Almeno secondo i dati del garante della Regione Campania, Samuele Ciambriello.

Tra le maggiori criticità degli istituti di pena irpini, va segnalata una presenza, maggiore rispetto agli altri anni, di detenuti tossicodipendenti. In aumento anche le persone malate di mente che, dietro le sbarre, non sono assistite in modo adeguato. Ci sono poi problemi endemici, legati al tempo libero delle persone in carcere. Ad Avellino il campo sportivo non funziona da 30 anni, ad Ariano Irpino non c’è proprio.

La relazione semestrale – dati raccolti dall’1 gennaio 2022 al 30 giugno – redatta dal garante insieme all’osservatorio regionale sulla detenzione – è stata presentata al circolo della stampa di Avellino. Gli istituti irpini della provincia sono quattro, ovvero “Pasquale Campanello” di Ariano, quello della zona Bellizzi del capoluogo, “Antimo Graziano”, l’istituto di custodia attenuata per madri di Lauro e, infine, il carcere di Sant’Angelo dei Lombardi “Famiglietti, Forgetta, Bartolo”.

In essi, fino al 30 giugno, sono ospitati, rispettivamente, 226, 404, 11 e 139 detenuti. Solo a Sant’Angelo si registra un sovraffollamento di 19 persone. Al 30 novembre, il probleme è stato risolto.

Nei primi sei mesi del 2022, nei quattro istituti di pena, sono state registrare 1.262 criticità, tra cui atti di lesionismo (17 ad Ariano, 64 ad Avellino e 11 a Sant’Angelo), 8 tentativi di sucidio (4 ad Ariano e 4 ad Avellino). 58 scioperio della fame e della sete, 5 evasioni sentate, 1 evasione ad Avellino e 214 provvedimenti di isolamento disciplinare. A luglio, ad Ariano, c’è stato un sucidio.