VIDEO-FOTO/ Luogosano, piazza divisa tra lavoro e ambiente

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Doppio fronte di protesta (pacifica) e attesa davanti alla Prefettura di Avellino. Nel pomeriggio, proprio nella sede del Palazzo di Governo, si è svolto un confronto istituzionale moderato dal prefetto Rossana Riflesso, che ha riunito attorno allo stesso tavolo i rappresentanti della Pico Srl, azienda del gruppo Fonderie Pisano, i sindacati, Confindustria, il Comitato ProteggiAmo la Valle del Calore e le istituzioni locali. Presenti, in particolare, i sindaci della Media Valle del Calore e il presidente della Provincia di Avellino, Rizieri Buonopane.

All’esterno, però, la città mostra due sensibilità diverse. Da un lato, il Comitato “ProteggiAmo la Valle del Calore” manifesta pacificamente contro l’insediamento di una fonderia nel nucleo industriale di Luogosano-San Mango, nell’area dell’ex ArcelorMittal. Dall’altro, i sindacati attendono la reindustrializzazione del sito, rimasto inattivo dopo l’addio della multinazionale avvenuto nel marzo dello scorso anno.

La nuova azienda che dovrebbe insediarsi a Luogosano prevede la produzione di manufatti in ghisa utilizzando scarti industriali. Nell’accordo ratificato il 21 novembre scorso in Regione Campania, la società si è impegnata ad assumere i trenta lavoratori licenziati dall’ex ArcelorMittal e a investire circa 20 milioni di euro sul sito, dichiarando il rispetto di tutte le prescrizioni di carattere ambientale.

Nonostante ciò, restano forti le perplessità di cittadini, aziende agricole e produttori locali. Secondo questi ultimi, l’insediamento di una fonderia risulterebbe incompatibile con un territorio a forte vocazione agricola, noto per eccellenze come il Taurasi e il Fiano Docg, oltre alle produzioni olivicole e ad altre colture di pregio. Il Comitato, sostenuto da Coldiretti, Legambiente e dal Comune di Luogosano, ribadisce di non essere contrario alla reindustrializzazione, ma chiede investimenti produttivi compatibili con l’economia e l’identità del territorio.