VIDEO/ Ex Irisbus, Del Rosso: “Flumeri porto franco a luglio”

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del rosso indotto
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Summit stamane a Venticano sul futuro dello stabilimento ex Irisbus di Flumeri. Il numero uno di Industria Italiana Autobus, Stefano Del Rosso, ha incontrato gli imprenditori dell’indotto di Valle Ufita, sostanzialmente per ascoltare le loro ragioni in merito al futuro della moltitudine di aziende e imprese sorte con gli anni intorno al colosso ex Fiat.

Con Del Rosso al tavolo hanno preso parte alla kermesse Gabriella Testa di Siderstamp e Cristina Ferraro della Se.Con. in rappresentanza dell’indotto ex Irisbus. Al dibattito hanno partecipato anche i parlamentari irpini Luigi Famiglietti e Valentina Paris del Pd, Carlo Sibilia del M5S e Angelo D’Agostino di Scelta Civica.

Irisbus Del RossoFACCIA A FACCIA DEL ROSSO-SINDACATI – Presenti anche i sindacati, UglM e Fismic, che però non hanno preso parte al convegno, motivo per cui lo stesso Del Rosso si è intrattenuto con loro poco prima dell’inizio delle attività del convegno.

Le parti sociali hanno chiesto a IIA garanzie sulla totalità degli ammortizzatori sociali fino alla firma del decreto in Regione. Del Rosso ha replicato: “Il decreto arriverà a fine maggio e fino ad allora pagherò. Continueremo ad accompagnare i nostri lavoratori con i nostri fondi”.

E’ stata poi Cristina Ferraro ad aprire il dibattito del convegno vero e proprio, sottoponendo Del Rosso una serie di interrogativi. “Quale sarà il volume delle attività di IIA? Quali le attività che saranno affidate all’indotto locale? Flumeri produrrà autobus più grandi? Il revamping sarà fatto per quali marche di bus?”.

Sul punto, è toccato a Del Rosso proporre chiarimenti in merito. “IIA – ha detto – oggi con chiarezza pensa di fare autobus seguendo regole certe e con assoluta qualità, nel pieno rispetto delle norme europee così da essere accreditabili e capaci in sede di gare europee”.

Ancora: “IIA ha due hub industriali, uno a Bologna da 80 operai diretti e 120 non operai diretti, e uno a Flumeri che sarà il braccio armato dell’azienda con i suoi 290 dipendenti. Dunque, IIa ha 500 famiglie che hanno scommesso su di noi. Ecco perché dobbiamo in primis pensare ai nostri operai, alle nostre famiglie”.

Sull’indotto: “Da qui al 2017 ci sarà la possibilità di fatturare 500 nuovi bus per anno in varie declinazioni, ovvero bus urbani, bus con motore posteriore, il ‘Flumeri’ e fare revamping. A Bologna si produrranno bus urbani, euro 6, a gas ed elettrici, a Flumeri tutto il resto. Le ore di lavoro di Bologna sono state saturate fino al 2015 – ha proseguito Del Rosso – una volta fatto lo stesso per Flumeri automaticamente useremo la qualità della manodopera dell’indotto della Valle Ufita.

Irisbus Del RossoIl dibattito è entrato nel vivo quando la parola è toccata ai parlamentari irpini presenti. E’ così che la Paris ha sottolineato l’importanza di una visita presso le aziende locali evitando le strumentalizzazioni della campagna elettorale per le Regionali. “Dai primordi – ha detto – quella di Irisbus è sempre stata una vertenza sociale. Come Governo, possiamo pensare di verificare se ci sono le basi per poter evitare la riscossione del 76% dell’Imu come sgravio fiscale”. Duro Sibilia sul Governo e sull’ex numero due del Mise De Vincenti. Famiglietti e D’Agostino hanno, invece, rivendicato l’impegno che c’è stato da parte dei parlamentari irpini confermando che tale impegno non è venuto mai meno.

“La mia non era un’accusa – ha contro replicato Del Rosso – ma un grido di aiuto. La politica a cui mi rivolgo è la stessa che ha lasciato che Irisbus andasse via o che l’indotto si perdesse. So che non sono i politici a dover trovare le commesse per le aziende ma sono anche convinto che le politiche industriali le devono fare i politici locali e parlamentari. Il Governo italiano non deve fare né più né meno di quello che fa il francese o il tedesco. Aiutatemi ad avere le commesse. Io faro la mia parte e metterò nel mio prodotto la qualità che non è seconda a nessuno”. E poi ancora: “Quello stabilimento l’abbiamo preso a costo zero ma di fatto lo pagheremo 26 milioni di euro, cioè quello che dovremo restituire ad Invitalia sul finanziamento di 31 milioni di euro che ci dovrebbe approvare a breve”.

Infine, la vera novità della giornata: “Entro luglio Flumeri sarà porto franco. Sarà un modo ulteriore per dimostrare che puntiamo molto sull’Irpinia e per allargare i nostri orizzonti all’estero”.

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